La realtà di Matias Sanchez

matias sanchezSe intendessero mostrarci una qualsiasi cosa dichiarandola aderente alla realtà, ci aspetteremmo tutti di trovare davanti ai nostri occhi qualcosa di riconoscibile, che sfiori la raffigurazione fotografica: oggetti e soggetti, panorami e luci che, più o meno intensamente, conosciamo o abbiamo già visto.

Leggendo la recensione di un film non potremo aspettarci – almeno per i meno esperti tra noi – qualcosa di fantascientifico, se le espressioni e le descrizioni proposte sono legate al campo semantico della quotidianità.

Certo è che in fatto di arte, sfera in contemporanea del rappresentabile e dell’informale, della trasfigurazione più viscerale, tenderemmo ad una aspettativa meno rigida.

Potrebbe capitare di avere la sensazione di essere davanti a qualcosa che ci appare caricaturale, quasi fiabesco, e, dopo esserci avvicinati alla materia rappresentata, alla realtà dell’opera, di scoprire che si tratta di una rappresentazione particolarmente fedele alla realtà.

Se questo è tipo di inganno che attrae, allora l’artista a cui fare riferimento è il sivigliano Matias Sanchez, le cui opere sono esposte in una personale presso la Costantini Art Gallery, che ospita il lavoro dell’artista per la seconda volta, in una mostra dal titolo “El motion de la trucha” . Tradotto, “L’ammutinamento della trota” fa riferimento ad una novella popolare spagnola risalente al 1100 c.a: protagonista è una trota che, pur di non essere venduta ad un ricco mercante si ammutinò dal banco del pesce, sul quale era esposta, per essere comprata da un popolano. Il riferimento è sufficiente ad immergerci in un’atmosfera calda e rurale, che si ritrova per intero nelle sue tele.  Seguendo il senso di questa novella, Sanchez riprende titoli e rappresentazioni legate ad una società sovversiva che indossa però un velo tristemente ironico.

La gallerista e curatrice della mostra, Emanuela Pitti, racconta del suo viaggio a Siviglia dichiarandosi sorpresa di come, inizialmente persuasa dal fatto che potesse esserci una sorta di ritratto canzonatorio nella produzione di Sanchez, l’ambiente e la vita in cui l’artista è immerso fosse totalmente inscenato nelle tele, senza forti eccessi caricaturali. Una Siviglia calda, abitata da individui dalle più disparate fattezze ed apparenze. Autentica e di grande vitalità, lontana da monotonia e fiacchezza.

Le tele sono animate da personaggi più o meno strambi, di piccoli e grandi dimensioni. E poi animali, frutta, oggetti – pistole, orologi, stivali – disposti senza ordine, in un caos che si fa scoprire, che non esaurisce in pochi secondi la sua rappresentatività e comunicatività.

Osservare una tela di Sanchez è entrare nel suo mondo, spogliarlo e smascherarlo rintracciando ora il dettaglio del personaggio, ora la pennellata spessa ed energica, più in là la postura del gatto, una fetta d’anguria, un naso arrossato. Le tele esposte sono per la maggior parte di grandi dimensioni, dalle colorazioni e sfumature più calde e vigorose.

dal 01-10-2015 al 21-11-2015

Costantini Art Gallery
Via Crema 8, 20135 Milano
Lun: 15:30-19:30
Mar-Sab: 10:30-12:30 / 15:30-19:30

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