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Sorci Verdi, J Ax e una televisione di cui potevamo fare a meno

sorciverdiIl 13 ottobre ho avuto l'occasione di vedere la seconda puntata del nuovo Late Show targato Rai Due e condotto da J-ax. Vorrei soffermarmi su diversi punti che possano descrivere nel migliore dei modi come è andato la show in seconda serata. Questa volta, però, scriverò il mio pensiero non solo sotto forma di articolo ma al contempo sotto forma di lettera personale a J-Ax, sperando che possa, nel mio piccolo, dare un contributo a tutto quello che potrebbe andare bene nell'azienda televisiva italiana ma che purtroppo non esiste ancora e forse non esisterà mai.

Sappiamo tutti - noi che ci interessiamo direttamente al mondo dei new media e dello spettacolo, che per quanto riguarda target televisivi, l'Italia e la Spagna si assomigliano incredibilmente. Lo posso testimoniare direttamente poiché trovandomi in Spagna le uniche tipologie di prodotto mediatico offerto alla popolazione - oltre a quelle poche eccezioni culturali di cui fortunatamente possiamo godere anche qui in Italia - sono Talk show politici bizzarri, telegiornali goffamente condotti e ordinati dall'alto e reality show al limite dell'orribile. Detto questo, che effettivamente c'entra poco con il "succo" del mio articolo, possiamo trarre una conclusione: sia in Italia che in Spagna la qualità televisiva non toccherà mai un apice direttamente proporzionale all'apice di audience toccato ogni settimana. Tutto questo, infatti, è evidentemente chiaro: l'audience, nella maggior parte dei casi, è inversamente proporzionale alla qualità del prodotto. In poche parole, come dice il famoso proverbio di sarcastica cinefilia: "Se la sala è piena il film fa schifo".

Ora, partendo da questa piccola riflessione, sento il dovere morale e culturale di dire che la trasmissione di J Ax, costruita su un personaggio che a parer mio ha creato musica d'avanguardia per tutto l'arco degli anni 90, non provoca né successo qualitativo, né successo mediatico. Qui, infatti, l'equazione di prima non vale.

No audience, no qualità. E' questo quello che penso riguardo al programma di J Ax. Partendo quindi da questa riflessione e avendo la fortuna di poter utilizzare una piattaforma di questo tipo per dare un messaggio personale, cercherò di elencare a J Ax - o al suo ufficio stampa, ai suoi collaboratori, o a qualsiasi persona collabori nel suo ambiente professionale che per caso possa riuscire a leggere questo articolo - tutti gli elementi che fanno sì che "Sorci Verdi" sia un programma di cui noi tutti, Italia compresa, avremmo potuto fare a meno.j ax sorci verdi

Continuerei inanzitutto con l'affermare che sputare nel piatto dove si mangia oltre che poco professionale, può risultare estremamente banale e scontato soprattutto si parla della Rai. Da telespettatore, amante della musica e "semplice conoscente" della tua, posso darti ragione quando affibi alla Rai elementi di "vecchia, bigotta e noiosa televisione" ma non posso assolutamente essere d'accordo quando tutto questo lo fai in uno studio Rai.

In secondo luogo, il pubblico. Sono giovane e inesperto, ma in anni di passione e interessamento nei confronti dei Late Show - italiani, europei e d'oltreoceano - non ho mai avuto esperienza di un pubblico così volgare e "sempliciotto".

I fischi e i cori infatti, rimandano al terzo anello della Curva Nord di San Siro mentre i colpi di piede sul pavimento e gli applausi forzati rimandano agli attimi di felicità provocata dall'assenza di un professore in una classe di terza media. Semplicemente inopportuni. Non dico che in televisione si debba esclusivamente stare seduti con le braccia conserte e il fare da Corrado Augias, ma se volevate creare un programma all'avanguardia sulla base dei cori e delle "illazioni" alla gioventù bruciata avete sbagliato di grosso. 

Oltre a questo, il conduttore. Palesemente ingessato, inesperto e con un accento milanese più fastidioso che "cool", J Ax rappresenta il classico personaggio pubblico che ha fatto successo in un ambito e che si reinventa in un altro commettendo un flop clamoroso. Ax, io non sono mai stato un tuo fan ma ho sempre apprezzato le tue creazioni e come hai cambiato o addirittura procreato una generazione in netta discrepanza con le dimensioni culturali e sociali prima dei '90. Non voglio ripudiare la conquista del successo o la voglia di mettersi in gioco esplorando percorsi professionali nuovi ma un conto è farlo, un conto è farlo così malamente da farlo sembrare tragicomico.

La televisione italiana avrebbe bisogno, in primis, di programmi che possano rendere le persone meno superficiali. Non di programmi che attraggano solo le persone superficiali. Questa è la piccola differenza che forse, produttori e autori televisivi non conoscono. Il modello americanizzato di Late Show insegnatoci da figure alla Jimmy Fallon, Jimmy Kimmel, Colbert o Letterman ed esportato nel panorama mediterraneo - nel panorama europeo c'è sempre stato, vedi in UK -  probabilmente non ha ancora funzionato. O probabilmente non abbiamo ancora capito come farlo funzionare.

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