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Parte con Milanofree il progetto «InScenaMi»

teatro scuola okSe l'ha fatto Stanislavskij, mi sono detto, posso farlo anch'io. Quindi eccomi qua, cari lettori, immerso, come direbbe il sommo Faber, in quella «bottiglia d'orzata in cui galleggiava Milano», a redigere il primo di una lunga serie di articoli dedicati a raccontarvi il dietro le quinte (metafora teatrale numero uno) di un corso di teatro.

Si perché, che vi piaccia o no, a Milano si fa teatro, se ne fa anzi tantino e «se il mondo è un palcoscenico e gli uomini e le donne sono gli attori» come direbbe Mister S. (Shakespeare lo chiamerò sempre così, fatevene una ragione), a Milano questa massima si attua più che in ogni altra città italiana.

Milano è una città «In Scena» (metafora teatrale numero due), lo si può capire già dalle miriadi di volantini pubblicizzanti corsi di teatro, che si trovano nella metro, nei bar, sulle bacheche universitarie, magari inchiodati tra l'annuncio di un appartamento in condivisione e gli appunti del corso di psicologia che se studi quelli, l'esame lo passi a occhi chiusi e non serve manco comprare i libri.

Se ci sono tutti questi corsi ci sarà anche un buon numero di persone che li frequenta? A Milano siamo tutti un po' attori. O vorremmo esserlo. Ma che succede quando poi proviamo a diventarlo? Quale pazzesca voglia ci prende e ci fa declamare monologhi e battute di testi teatrali di Chechov, Brecht, Beckett, Pirandello, mentre aspettiamo il tram, o al bar, ipnotizzati dal movimento rotatorio dei cucchiaini nei caffè?

Con questo reportage proverò a rispondere a tutte queste domande e forse non ci riuscirò, ma in ogni caso proverò a portarvi proprio là dove la passione per il teatro sboccia, cresce e viene coltivata. La scuola di teatro. Non si tratterà di un reality show (basta, pietà!) ma molto più modestamente di un diario, di un piccolo romanzo teatrale la cui trama sarà data dalle vicende degli allievi attori con le loro vittorie, sconfitte, scoperte, passioni, delusioni, illusioni e il loro grande amore per il teatro.

I protagonisti di questa commedia (metafora teatrale numero tre) saranno gli allievi di un corso di teatro della scuola Teatri Possibili che si è gentilmente offerta di ospitarmi, al fine di permettermi di assistere a uno dei loro corsi avanzati.

A voi, oltre che a me, cari lettori e appassionati di teatro di Milanofree, spetterà far vivere questa rubrica, alla quale spero prenderete direttamente parte (metafora teatrale numero quattro) commentando, dibattendo, interagendo, partecipando, alle avventure dei nostri attori in-formazione.

Il progetto «In scena» vi terrà compagnia dalle nostre pagine fino a giugno, quando pubblicheremo l'articolo conclusivo che farà anche da recensione al saggio finale del corso. La rubrica sarà accessibile alla voce «In scena» presente nella sezione teatro di Milanofree.

Buon teatro a tutti!

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