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Il mito di Giovanni Boldini in mostra a Milano

boldini 1La pittura di Giovanni Boldini è protagonista di una mostra alla Galleria Bottegantica di Via Manzoni a Milano.

La monografica del pittore ferrarese (1842-1931) è ospitata dal 23 ottobre al 20 dicembre 2015 nelle sale adiacenti alla GAM Manzoni. Curata da Enzo Savoia e Stefano Bosi, la mostra intende analizzare una figura che divenne più di una moda, ma quasi un capriccio dell’alta società italiana e internazionale.

Farsi ritrarre da Boldini significava essere di rango superiore, essere alla moda: uno status symbol a tutti gli effetti, tra metà Ottocento e primo Novecento. Sono esposti in mostra quaranta dipinti e disegni, in prevalenza eseguiti a Parigi tra il 1871 e il 1920, durante il suo più lungo soggiorno francese.

Molte sono le opere eseguite per il mercante Adolphe Goupil, intrise di un amore per la pittura del Settecento di Fragonard e Boucher, unito a una straordinaria carica sensuale e all’esotismo ammiccante all’Oriente.

Protagoniste assolute delle sue tele sono le donne, figure fatali, fisiche e affascinanti nella loro nudità, dai fianchi ampi e dai seni prosperosi, ma anche calate nel suo tempo, come provano i ritratti.

Nudo femminile con calze nere (1885) è un tipico esempio di come Boldini sapesse vedere la donna al di là del suo aspetto fisico, in questo caso fatale, sensuale e ammiccante: Berthe, la modella (e amante) del pittore è energia primigenia, da cui scaturisce il flusso di luce e colore che si genera intorno al suo corpo attraverso pennellate dense e rapide.

boldini 3Il quadro è espressione di una femminilità ingenua, spontanea e vivace, che il pittore saprà superare nella fase più matura della sua carriera, quando i suoi ritratti raffigureranno donne mondane, ingioiellate e ben acconciate, esclusivamente desiderose di apparire nel jet-set grazie a “monsieur Boldini”.

Giovanni Boldini fu anche un sapiente osservatore della Natura, come ben esemplificato dai suoi paesaggi, che si possono definire a tutti gli effetti “veristi”, al pari dei romanzi di Verga e Capuana e della pittura napoletana di Morelli e dei fratelli Palizzi. Il pittore raffigurò, dal vivo, la Parigi che lo accolse ancora giovane, ma anche la città magica per eccellenza, Venezia, con lo splendido Palazzo della Prefettura (1896). L’artista ferrarese seppe usare sia il piccolo che il grande formato, ma è nella dimensione intima dei paesaggi dell’Ile de France che Boldini riuscì a cogliere al meglio il senso della Natura.

La mostra si conclude analizzando le capacità ritrattistiche di Boldini, specie nelle effigi ufficiali di amici, colleghi e delle tante dame immortalate dal suo pennello. In questo campo, il ferrarese seppe confrontarsi con artisti a lui contemporanei, come Edgar Degas, Edouard Manet, John Singer Sargent e altri.

Ormai, la pittura di Boldini era diventata una moda, e il bel mondo parigino e internazionale amava farsi ritrarre da lui: le donne da lui immortalate erano il simbolo di una femminilità sempre più libera, di emancipazione della propria figura e della propria dignità, alla vigilia delle manifestazioni di quelle suffragette che chiedevano per le donne gli uguali diritti spettanti agli uomini: ne sono prova i ritratti di Gabrielle de Rasty, di Nanne Schrader e di madame Lacroix, che rendono ragione del mix di impeto, sensualità, garbo e moda di cui si intrise la pittura di Giovanni Boldini.

Stefano Malvicini

Boldini

Venerdì 23 Ottobre 2015 - Domenica 20 Dicembre 2015

Galleria Bottegantica

Via Manzoni 45, 20121 Milano
Orari: martedì – domenica 10-13; 15-19
Ingresso libero

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