Caino Royale. Siamo uomini o archetipi?

caino royaleBello spettacolo. Coinvolgente, divertente, trascinante questo Caino Royale in scena al Teatro della Cooperativa con la regia di Rita Pelusio che ne ha curato anche la drammaturgia insieme a Domenico Ferrari e Alessandro Pozzetti.

Lo spettacolo partendo dal mito di Caino e Abele, interpretati con grande vitalità da Andrea Bochicchio e Giovanni Longhin, si interroga sul significato della violenza, vissuta dagli esseri umani come un destino ineluttabile, come dato di fatto che non è possibile mettere in discussione perché trova il proprio fondamento nella natura stessa della razza umana.

Ma è proprio così? Gli uomini sono condannati alla violenza? Caino deve uccidere Abele oppure la storia non potrà avere inizio? Non si tratta piuttosto di mascherare dietro il ricorso al fato la precisa responsabilità di tutti coloro i quali nella storia hanno fatto e fanno ricorso alla violenza come strumento di sopraffazione di un uomo sull'altro?

Caino non ci sta. Rifiuta di uccidere Abele che in preda all disperazione, lo prega di farlo con una volontà masochistica che lo trascina con grande comicità a inventare una miriade di modi per tentare di provocare il fratello improvvisamente votato alla non violenza. 

Lo spettacolo prende vita nella forma di una successione di momenti in cui i fratelli più celebri della storia dell'umanità impersonano alcune delle principali maschere della violenza, da quella «democratica» della polizia fino a quella della faida di paese raccontata da una coppia di becchini siciliani, passando per la furia immotivata del vandalismo giovanile e le ossessioni securitarie dei «bravi » cittadini di provincia che proteggono la «sacralità» della proprietà privata con recinti elettrificati, telecamere, armi da fuoco e cani ferocissimi.

Le caricature proposte appaiono esilaranti e colgono nel segno grazie anche alla bravura dei due interpreti che con la loro verve tengono avvinto il pubblico e tra una risata e l'altra aprono spazi di riflessione importanti che gettano luce sul fatto che la violenza è il frutto di una scelta, non del destino, e come tale può essere combattuta. Emblematico da questo punto di vista il dialogo tra i due poliziotti davanti ai piedistalli vuoti: «Ma che cosa dobbiamo proteggere? Qui non c'è niente!» «Capisci qualcosa di arte tu?» «No»«E allora taci e obbedisci».

L'unico piccolo rammarico in un lavoro così ben riuscito è che tra le varie geniali trovate cabarettistiche, avrebbe forse potuto trovare posto un pizzico di poesia in più.

Caino Royale è in scena al Teatro della Cooperativa dal 9 al 15 novembre (dal lunedì al sabato ore 20.45, domenica ore 16.00).

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.