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Milano Palazzo Morando Milano città d’acqua

milano citta acqua 1Tanti oggi ricordano, con un pizzico di nostalgia sempre più forte, il tempo in cui il Naviglio in via Pontaccio, quello di via San Marco, quello in via Fatebenefratelli, e poi quelli in piazza Cavour, in via Senato, in via Visconti di Modrone, in via Sforza, in via Molino delle Armi, erano un grande sistema di canali irrigui e navigabili che univa il capoluogo lombardo, dandogli una fisionomia urbana e carattere, oltre a mantenere il buon funzionamento dei trasporti e dei commerci, fino a quando tra il 1929 e il 1930 ci furono i lavori di copertura, avvenuti per questioni igieniche e di viabilità.

Ma da sempre il legame tra Milano e l’acqua è molto più complesso di quello che sempre, andando oltre il vicolo dei lavandai e la passeggiata sulla Darsena, dato che fin dagli antichi Romani è stata l’acqua a modellare la struttura della città, la sua prosperità, la sua storia.

Ed è su questo legame che è incentrata la mostra Milano città d’acqua, che dal 12 novembre nelle sale di Palazzo Morando racconterà la storia dell’acqua di Milano attraverso 150 immagini d’epoca, corredate di documenti inediti e materiale cartografico.

“Oggi è difficile immaginarlo, ma Milano nasce sull’acqua. In una mappa del 1888 il centro cittadino appariva innervato da 124 tra rogge, canali, fontanili, torrenti, fiumi: un’altra Venezia” dice Stefano Galli, curatore della mostra. “Non solo: Milano è anche l’unica città d’Europa che non è attraversata da un fiume, che non è adagiata sulle sponde di un lago, che non è lambita dal mare il che, per garantire l’esistenza stessa della città, ha reso indispensabili genio e perizia idraulica”.

Nel corso della storia di Milano l’acqua è stata strumento di difesa, mezzo di trasporto delle materie prime per il Duomo, utile per l’irrigazione dei terreni a marcita, i commerci di materie prime e lo sviluppo delle attività artigianali fino a essere usata solo per le fontane.

“Eppure da quel momento, quasi che la sua natura incomprimibile la costringesse a rispuntare fuori, è riemersa sotto altre forme” dice Galli nell’introduzione al catalogo della mostra.

E sono state le fontane, come quella di piazza Fontana che venne inaugurata nel ferragosto del 1782, i bagni privati e pubblici, i lavatoi, gli alberghi diurni, fino alle piscine, l’Idroscalo, gli impianti di depurazione, senza dimenticare l’acqua da bere, a dare a questo elemento una seconda vita dall’Ottocento fino ad oggi.

“Milano è l’unico caso di una metropoli che attinge il cento per cento del suo fabbisogno idrico dalla falda sotterranea” ricorda Galli.

Milano, Città d'acqua

Fino al 14 febbraio 2016

Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, spazi espositivi pianoterra 
via Sant’Andrea 6, Milano
Orari
Martedì- domenica: 10-19
Giovedì: 10 - 22.30
Costo del biglietto
Intero: € 10 ridotto: € 8 (Under 26, Over 65, insegnanti e tutte le convenzioni) Biglietto Famiglia: 1 genitore: € 8 + 1 figlio entro i 14 anni, € 5 2 genitori: € 8 cad. + 1-2 figli, € 5 cad. Omaggio: bambini da 0 a 6 anni, guide turistiche (Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria), portatori di handicap e relativo accompagnatore. 
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