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L’Italia e la fotografia in mostra a Palazzo della Ragione

seymour berenson palazzoragioneDopo il successo di Italia Inside Out, Palazzo della Ragione di Milano ospita un’altra grande mostra di fotografia, intitolata Henri Cartier-Bresson e gli altri.

Curata da Giovanna Calvenzi e promossa da Comune di Milano Cultura, Civita, Contrasto e GAMM Giunti, la mostra occuperà il piano nobile dell’antico Broletto di Milano dall’11 novembre 2015 al 7 febbraio 2016. Si tratta di un percorso che è una naturale continuazione di Italia Inside Out, un’attenta analisi fotografica sui cambiamenti del nostro Paese visti attraverso gli obiettivi dei più grandi fotografi dagli anni ’30 a oggi.

Quella che ne esce è un’Italia ancora vista come Patria dell’Arte, e delle Belle Arti, come prova il ritratto del grande critico Bernard Berenson, mentre osserva la Paolina Borghese di Canova, eseguito da David Seymour, ma anche come una terra “in fieri”, in via di cambiamento, ancora prevalentemente rurale, ma anche sottoposta a grandi mutamenti, specie nelle grandi città come Roma e Milano. Si parte proprio dai viaggi del  francese Henri Cartier-Bresson nel Bel Paese tra gli anni ’30 e ‘50, e dal suo autoritratto: una foto che lui stesso si scatta sdraiato su un muretto, immortalandosi gambe e piedi sullo sfondo di una natura rigogliosa, che sembra già anticipare, di quasi un secolo, l’attuale moda del “selfie”.

morell venezia palazzoragioneIl francese mette in risalto il rapporto tra la natura totale e avvolgente della campagna toscana e di alcune strade di Firenze, la “bella vita” degli stabilimenti balneari di Trieste, con i due amanti intenti a fare l’amore in acqua, e i cambiamenti urbani della Roma del Dopoguerra, con la nascita dei grandi casermoni di borgata legati al sempre maggiore afflusso di immigranti dalla provincia e dal Sud. Da Cartier-Bresson si diramano quattro percorsi diversi , tutti legati dal filo rosso chiamato Italia e dal fatto che i fotografi sono stranieri che compiono un Grand Tour di ricerca personale e artisticaTrentacinque viaggiatori che si muovono in lungo e in largo, dagli anni ’50 al 2015, per l’Italia alla ricerca di quei paesaggi ma anche di quei personaggi che solo il nostro Paese può offrire al Mondo.

Tra questi spiccano due nomi di punta come il più grande reporter di guerra del ‘900, lo statunitense Robert Capa, del quale è esposta la celeberrima Contadino siciliano spiega a un ufficiale americano la strada su cui i tedeschi si sono ritirati, insieme ad altre foto relative alle truppe USA in Sicilia dopo lo sbarco del 1943, e uno dei più grandi fotografi di moda di sempre, l’austriaco Helmut Newton, che ha immortalato la bellezza notturna di Roma, “delle fontane e dei Sette Colli”, come recita una nota canzone di Edoardo Bennato. Una ricerca di quella Grande Bellezza che solo Roma sa offrire, ma anche un qualcosa di interiore, espresso dal flash intenso con cui Newton sempre connotò i suoi nudi di donna.

L’Italia, però, è anche quella del duro lavoro dei pescatori trapanesi di tonni immortalati da un altro pilastro della fotografia del XX secolo, il portoghese Sebastião Salgado, e della fatica contadina esplorata dall’americano Paul Strand, il quale affascinato dal neorealismo, decise di fermarsi nel paese natale di uno dei più grandi sceneggiatori di questa corrente, Cesare Zavattini, fotografando scorci e volti di uomini e donne segnati dal lavoro della terra: nacque così l’album Luzzara esposto in mostra. Piano piano, la nostalgia per il passato prende corpo, specie nelle foto che ritraggono la città fantastica ma decadente per antonomasia, Venezia:  il catalano Abelardo Morell gioca sovrapponendo vedute di interni ed esterni, il giapponese Iroyuki Masuyama sovrappone vedute di Venezia del 2005 a quelle ritratte nell’800 da Turner, mentre il russo Alexei Titarenko immagina la Venezia fantastica del ‘700 in relazione alla sua città natale, San Pietroburgo, la “Venezia del Nord”.

parr costiera amalfitana palazzoragioneLa nostalgia si mescola anche a una voglia di cambiamento che unisca antico e moderno, come provano gli scatti della svizzera Irene Kung, che trova questo melting pot architettonico nella nuova Milano di Piazza Gae Aulenti in relazione con il simbolo milanese per antonomasia, il Duomo. Su Milano, e sulle sue strade deserte d’estate, lavora anche il tedesco Thomas Struth. Concludono la mostra alcuni pezzi di notevole bellezza, a partire da quelli di un altro mostro sacro, quello Steve McCurry che tutti conoscono per il ritratto della bambina afghana dagli occhi azzurri. Il fotografo americano raffigura ancora Venezia, la Venezia di oggi, giocando soprattutto sul colore blu, per creare un tutt’uno tra acqua e città, tra Natura e Artificio, ma anche per denunciare il rischio sprofondamento che il capoluogo veneto rischia con il passare del tempo. Così fa anche il connazionale Art Kane. Sarah Moon e Joan Fontcuberta, invece, lavorano in Emilia: la prima, americana, dopo aver lasciato Parigi in seguito agli attacchi terroristici a Charlie Hebdo, fotografa una Reggio spettrale, invernale, in cui gli unici a muoversi sono i reggiani intenti alle loro abitudini e su cui giganteggia uno dei simboli cittadini, il campanile ottagonale della Basilica di San Prospero.

La seconda, catalana, lavora tra Reggio, Bologna e Ozzano Emilia, nelle wunderkammer dei Musei di Storia Naturale, tra animali imbalsamati e mirabilia legati ai naturalisti Aldrovandi e Spallanzani.
La logica conclusione del cerchio è data dall’inglese Martin Parr, il quale fotografa il turismo di massa, con un intento di denuncia, in una zona d’Italia particolarmente interessata da questo fenomeno, la Costiera Amalfitana.

La sua foto più significativa ritrae due ragazze che si scattano un “selfie” fingendo di mandare baci, sullo sfondo dei Faraglioni: si tratta di un punto di congiunzione con quell’autoritratto di Cartier-Bresson degli anni’30. E’ segno che ognuno di noi, sia esso fotografo professionista o semplice amatore che segue la moda del “selfie”, può cercare un’istantanea che ci metta in relazione con la Natura.

Stefano

Henri Cartier-Bresson e gli altri

Fino al 7 febbraio 2016

Palazzo della Ragione
Piazza Mercanti 1, Milano
Orari: martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9,30-20.30; giovedì e sabato 9,30-22.30; lunedì chiuso
Biglietti: 12,00 euro intero; 10,00 euro ridotto; 6,00 euro ridotto speciale
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