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My romantic history. Amare nel terzo millennio è una commedia.

my romantic historyOgni tanto capita di andare a teatro e di restare felicemente sorpresi. Capita, sì. Magari sei andato a vedere uno spettacolo perché «ti piaceva il titolo», un po' come a volte scegli un vino in base all'etichetta. Non che questo possa essere considerato un criterio valido! Tuttavia, ogni tanto ci si azzecca. È un po' quello che mi è successo, andando a Teatro Libero a vedere questa bella e frizzante commedia prodotta da ariaTeatro: «My romantic history» da un testo del drammaturgo scozzese D. C. Jackson.

Mi ha stupito soprattutto vedere la freschezza e l'entusiasmo che gli attori (bravissimi) hanno portato in scena nel rappresentare una storia di quelle in cui tutti noi Peter Pan contemporanei, non dovremmo fare fatica a riconoscerci. 

L'amore dai trent'anni in su è davvero una cosa complicata. Quantomeno al giorno d'oggi. Si rischia di viverlo come se fosse l'oggetto di un'attesa infinita, o il sogno di una felicità perduta, nel perenne ricordo di un'età dell'oro dei sentimenti, che solo nell'adolescenza esistono «puri», per poi diventare scialbi e stinti mano a mano che il tempo passa.

Ecco che allora, vedere una commedia così lucida da fotografare con precisione tutto questo, ti fa uscire da teatro, dopo, con una sensazione addosso che assomiglia tanto a quella cosa (misteriosa da definire, ma che tutti sappiamo cos'è una volta che l'abbiamo vissuta) chiamata catarsi.

Il teatro, non bisognerebbe dimenticarlo mai, è fatto per raccontare storie. E c'è davvero di che complimentarsi con Giuseppe Amato, Denis Fontanari, Alice Melloni e Paola Mitri (gli interpreti di My Romantic History) per la brillantezza e l'energia con cui sono riusciti a rendere la vitalità di questa storia in particolare, molto scozzese, ma più semplicemente, molto contemporanea!

Che poi, senza nulla togliere a più ardite sperimentazioni avanguardistiche, ogni tanto fa bene sedersi tra il pubblico e abbandonarsi al flusso degli eventi che si susseguono sul palcoscenico, lasciandosi catturare, prendere, sedurre da uno spettacolo dal ritmo sostenuto e con apprezzabilissime e azzeccate coreografie.

La regia, di Chiara Benedetti, mi è apparsa puntuale e decisamente capace di catturare lo spirito del testo.

Sulla trama, non voglio dire niente! Lascio a voi, fedeli lettori di milanofree, il piacere di gustarvela fino in fondo, a teatro.

«My romantic history» è in scena al Teatro Libero dal 17 al 21 novembre (dal lunedì al sabato ore 21.00, domenica ore 16.00).

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