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Falso allarme bomba. A Milano è psicosi terrorismo

duomo milano 2015Milano, giovedì 19 novembre. La fermata Duomo della metro gialla viene chiusa temporaneamente per un trolley incustodito. Falso allarme.

Mercoledì arriva sui principali mezzi di comunicazione la notizia diramata dall'Fbi secondo la quale la Basilica di San Pietro a Roma, il Duomo ed il teatro alla Scala a Milano possano essere possibili obiettivi di attentati da parte dei terroristi. Il giorno dopo ecco le ripercussioni con entrambe le città coinvolte in falsi allarme bomba.

Di fronte ai fatti di Parigi è innegabile il fatto di trovarsi più fragili e spaventati. Servirebbe una pillola come antidoto alla paura ma non c’è e nonostante tutto la vita deve andare avanti.

Nella giornata di ieri a Milano si è svolto in prefettura il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza in cui si è parlato del fatto che non vi siano riscontri di pericoli nell'immediato ma che nonostante ciò è necessario aumentare le misure di sicurezza e prendere tutti gli accorgimenti del caso. A questo proposito si è deciso di ritardare la partenza dei circa 250 agenti in più che hanno svolto servizio in città e nella Fiera per il periodo di Expo mantenendoli a controllare gli obiettivi sensibili per tutto il periodo natalizio.

milano terrorismoAll'ingresso del Duomo e alla salita per le terrazze, si è già provveduto all'installazione di metal detector portatili per garantire maggiori controlli e anche alla prima della Scala in programma il prossimo 7 dicembre le misure di sicurezza saranno massime. Un’altra misura da attuare è quella di aumentare il numero di persone addette al controllo dei filmati delle telecamere sparse per la città in modo da poter avere un occhio più accorto su tutto ciò che avviene nelle nostre strade.

Detto ciò, come giustamente ha affermato Pisapial’imprevedibile non può essere previsto” e le misure di sicurezza in certi casi non potranno mai essere abbastanza. Forse la vera misura di sicurezza, quella più imponente che si potrebbe creare, sarebbe di coinvolgere i molti musulmani presenti in città, parlarci e condividere pareri ed opinioni piuttosto che "ghettizzarli" o guardarli con sospetto e paura. Insomma essere parte di un’ unica grande comunità perché in fin dei conti in quest’epoca di globalizzazione siamo tutti cittadini del Mondo.

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