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La pittura di Guglielmo Spotorno in mostra a Milano

spotorno new yorkLa Permanente di Milano ospita, dal 19 novembre al 19 dicembre 2015, una mostra personale di Guglielmo Spotorno.

Intitolata La città e l’altrove, la mostra è un compendio dell’attività pittorica di un uomo che si è sempre dedicato all’Arte come amatore, visto che è noto a molti milanesi come membro storico di un noto concessionario di auto Toyota.

Nato a Milano nel 1938, Guglielmo Spotorno si è formato nel clima di passaggio da Corrente all’Informale, negli anni in cui spadroneggiavano in città personaggi come Sassu e Mucchi. Ha avuto modo di conoscere Lucio Fontana durante le sue vacanze liguri ad Albissola e, nella sua Milano, il trasognato Gianfranco Ferroni, il quale esponeva nella galleria di proprietà della madre Enrica.

In un tale contesto familiare, il giovane Guglielmo non avrebbe mai potuto rinunciare all’Arte, e per questo motivo divenne prima pittore e poi collezionista, alternando queste attività allo studio della Filosofia, in cui si laureò all’Università Cattolica, alla poesia e alla carriera giornalistica, con vari pezzi a suo nome su storiche testate come “Guerin Sportivo” e “La Notte”. Spotorno, che partecipò a soli dodici anni alla sua prima mostra, ha esposto in molte gallerie ma anche, a Milano, alla Fondazione Stelline e all’Università Bocconi. Solo negli ultimi anni si è dedicato all'attività presso il concessionario di auto.

spotorno crocifisso cittadinoLa mostra, curata da Nicoletta Pallini, è incentrata sui drammi dell’età contemporanea, sulla città intesa come incubatore sociale e come fulcro di tensioni. Una città che mette a nudo le contraddizioni del Mondo d’oggi, tra lotte sociali e voglia di riscatto, non solo urbano, ma anche umano, in grado di restituire all’uomo la sua dignità di “animale sociale”, come lo avrebbe chiamato Aristotele. La guerra è un tema che attanaglia, al limite dell’orrore e dello spavento, il pittore, e la prova è data da un’opera quanto mai attuale, come Isis execution, in cui un uomo nero incappucciato, spettro di quei tanti “jihadi John” che si arruolano in Siria tra le fila del terrore, alza il pugnale per decapitare un’altra figura nera incappucciata, simbolo di quell'uomo qualunque che può essere colpito dalla barbarie del terrorismo.

Le tensioni sociali colpiscono molto Spotorno, soprattutto il dramma dell’immigrazione e dei morti durante le traversate del Mediterraneo e dell’Egeo (Nel mare di Lampedusa), ma anche le manifestazioni di studenti, precari e lavoratori, come provano le folle che popolano Caracas o la sagoma del Poliziotto antisommossa, che pare quasi l’ombra stilizzata di un agente di Reparto Mobile, il quale diventa sagoma e poi uomo, simbolo del potere ma anche lavoratore.

La città, per Spotorno, è memoria e memorandum, monumento e volontà di non dimenticare i drammi della povertà e dell’emarginazione, è la verticalità di New York contrapposta  alla fissità e al grigiore di Berlino Est: è, in sé, un’ulteriore, intima, contraddizione umana.  La naturale conclusione della mostra è data dalla visione che Spotorno dà di sé, con gli autoritratti che lo immergono nell’informe e nell’astratto, in un’embrionale volontà di astrarsi per tornare al primigenio, e con quei Crocifissi cittadini che sono l’emblema dell’arrivo, in ottica cristiana, di quel Cristo Redentore inteso come “Salvatore della città”: un Signore che scende dalla Croce e si mischia agli ultimi, ai poveri , ma anche ai lavoratori e alla quotidianità di una Milano che rinasce grazie al suo intervento salvifico. Come non pensare alle parole di Papa Francesco, vedendo queste opere?

                                                                                                                                                  Stefano

Guglielmo Spotorno

La città e l’altrove
La Permanente
Via Turati 34 20121 Milano
Orari: lunedì –sabato dalle 10 alle 18.30
Ingresso gratuito

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