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La Loge. A Brera riscoperta un'opera di Picasso

Dopo quasi 40 anni, torna alla luce dai depositi della Pinacoteca di Brera un’opera di Picasso, appartenente alla sua produzione teatrale.

la.loge.breraSi tratta di “La loge” (la loggia), un frammento, o meglio un “ritaglio”, di un dipinto originariamente molto più grande: la scenografia teatrale di uno spettacolo di uno dei Ballets Russes, Cuadro Flamenco, messo in scena a Parigi e Londra nel 1921.

Picasso fu creativamente attratto fin da giovane dal mondo del circo e dello spettacolo, tanto da stringere un vero e proprio sodalizio con Sergej Djagilev, fondatore e direttore della celebre compagnia dei Balletti Russi, di cui l’artista spagnolo sposò in prime nozze a Parigi, nel 1918, la ballerina Olga Chochlova. La collaborazione portò Picasso alla creazione di scenari teatrali, sipari (il più noto è Parade, del 1917) e costumi che miravano ad arricchire le rappresentazioni, veri e propri eventi teatrali ambiziosi e avanguardistici, in cui musica, danza, poesia e pittura si fondevano. Cuadro Flamenco,come il titolo stesso annuncia, era uno spettacolo in cui venivano portati in scena balli e canzoni del repertorio popolare del flamenco andaluso.

Picasso, con un abile gioco d’immagine dentro l’immagine, in questo caso di teatro dentro il teatro, sceglie di usare come scenografia il luogo scenico stesso, dipingendo a trompe-l’oeil l’interno di una cavea teatrale in stile Napoleone III, con soffitto a volta affrescata, due ordini di palchi e spettatori che da qui si affacciano a vedere la rappresentazione di sotto. Sorsero però dei problemi economici, e nel 1926 Djagilev decise di far tagliare questa scenografia, dicendo: “Venderò … quelle parti dello scenario di Cuadro Flamenco con incluse delle figure, poiché sono tutte firmate. Ho già trovato un acquirente in Germania, e con quel denaro potrò allestire nuovi spettacoli”. Così il grande dipinto fu smembrato, ottenendo dei dipinti a se che portavano tutti la firma di Picasso, risultando per questo ambiti e costosi. A parte la scena del balconcino in alto a sinistra, che nel 1967 Picasso conservava ancora per se, le altre si divisero tra Parigi, Cannes e New York.

cuadro.falmencoLa scena in basso a destra, con due donne dagli abiti scollati e dai lunghi guanti, proveniente dalla raccolta francese di Jacques Helft, venne acquistato nel 1976 dallo Stato Italiano per la Pinacoteca di Brera. Contrariamente a quanto possono far pensare i titoli sensazionalistici della stampa, che lasciano pensare che il dipinto di Picasso sia stato ritrovato nei depositi della Pinacoteca dopo decenni di abbandono, in cui magari si erano perse le tracce, fomentando così la credenza popolare che nei depositi del museo milanese si trovino dimenticati chissà quali capolavori … sembra doveroso smentire queste dicerie. Tutte le opere di proprietà della Pinacoteca di Brera, infatti, sono regolarmente schedate e catalogate; si sa benissimo cosa c’è (o non c’è) nei suoi depositi, ma semplicemente non c’è lo spazio necessario perché queste siano esposte in maniera permanente. Proprio per ovviare a questo problema nasce il progetto (purtroppo ancora sulla carta) de La Grande Brera, e già da diversi anni i suoi responsabili si sono prodigati per esporre a rotazione nelle sale queste opere che, per varie ragioni, si trovano custodite nei depositi.

La Loge, nome attribuito al frammento di Brera, viene finalmente, e per la prima volta, esposto al pubblico dopo un restauro durato 10 mesi e terminato nell’aprile 2015, ad opera del laboratorio milanese di Barbara Ferriani. Il recupero è stato generosamente sostenuto da Radio RTL 102.5, che ha fortemente voluto ‘adottare’ proprio quest’opera, fra le 10 proposte da Borsa Italiana nell’ambito del programma “Rivelazioni. Finance for Fine Arts”. L’iniziativa, rivolta alla raccolta di risorse da destinarsi al restauro e alla fruizione in digitale di capolavori dei musei italiani, si avvale per Brera anche della collaborazione dell’Associazione degli Amici di Brera e dei Musei Milanesi.

Non quindi un Picasso “ritrovato”, ma “riscoperto”, che sarà possibile ammirare alla Pinacoteca di Brera, nella Sala XV, fino al 14 febbraio 2016.

Rossella

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