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Opera lirica Giovanna D’Arco Al Teatro Alla Scala 7 dicembre 2015

interno teatro alla scalaAnche quest’anno il 7 dicembre, ricorrenza del Santo Patrono di Milano Sant'Ambrogio, il teatro alla Scala inaugura l’apertura della stagione, con un’opera lirica, la settima, del grande Giuseppe Verdi, dal titolo Giovanna d’Arco, che rimarrà in calendario sino al 2 gennaio 2016.

Quest’opera è stata messa in scena alla Scala il 15 febbraio del 1845, e una seconda volta nel 1865, poi non è stata più rappresentata, sono passati ben 150 anni. L’opera è un dramma lirico musicato da Verdi e tratto dal libretto di Temistocle Solera, librettista italiano che collaborò con il Maestro, che s’ispirò al dramma dello scrittore tedesco Friedrich Schiller, nella sua opera La pulzella d’Orleans, la quale però non morì sul rogo, ma in battaglia. Il capolavoro verdiano si compone di un prologo e tre atti, e sarà diretto dal maestro Riccardo Chailly.

La storia racconta di re di Francia Carlo VII, il quale, grazie a una visione celeste, decide di deporre le armi e non più combattere contro l’Inghilterra. Tuttavia anche una contadina di nome Giovanna ebbe una visione che la guidò verso una piccola cappella dove raccolse le armi deposte dal re e, investita del dovere di difendere la propria patria dall’invasore, scese in battaglia. Riuscì a riconquistare parte del proprio territorio caduto in mano inglese, contribuendo a risollevare le sorti durante la “guerra dei cent’anni”, guidando vittoriosamente le armate francesi che sconfissero quelle inglesi.

Nei pressi del paese di Compiègne, Giovanna fu catturata dai “Borgognoni”, che erano del partito avverso degli Armagnacchi durante quella guerra, i quali la vendettero agli inglesi che la sottoposero a un processo di eresia, al termine del quale, il 30 maggio 1431, la condannarono al rogo ardendola viva. Giovanna d’Arco fu Beatificata da Pio X nel 1909 e canonizzata da Benedetto XV nel 1920 e proclamata patrona di Francia. Questa è succintamente la storia della Pulzella. Un’opera che Milano attende con curiosità, e che, grazie alla RAI, tutti potremmo vedere, seduti in poltrona anziché nello splendido teatro scaligero. Voglio però terminare questo breve articolo, facendo riferimento ai “ segni”, ossia a quegli avvenimenti che si è soliti etichettare come circostanze casuali o coincidenze, ma che a volte, se letti più profondamente, vogliono richiamare l’umana attenzione e, forse, dettare anche un messaggio. A cosa mi riferisco? Ai tristi avvenimenti accaduti proprio in Francia dovuti a un cieco e fanatico terrorismo. Che l’Opera sia un richiamo al riscatto nella riscoperta dei propri Valori Cristiani e di Libertà?

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