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La Bottega del caffè al Teatro Leonardo

bottega del caffe 1Recandomi a teatro per assistere alla Bottega del Caffè di Carlo Goldoni mi è venuto da pensare all'attualità di questo testo, non tanto e non solo per la diffusione della ludopatia con tutti gli annessi e connessi, quanto soprattutto perché «l'azzardo» sembra essere diventato la dimensione principale di tutto il nostro sistema economico.

Si sente parlare in questi giorni del salvataggio di banche che avevano proposto ai loro clienti investimenti ad alto tasso di rischio con le relative perdite e il dramma sociale che ha finito per colpirli e non si può fare a meno di ripensare alle temerarie speculazioni che, in seguito alla faccenda dei derivati, causarono nel 2008 il crack di Lehman Brothers negli Stati Uniti, col conseguente prodursi di una crisi economica globale, i cui effetti stiamo sperimentando tuttora.

Nella messinscena de La Bottega del Caffè, una produzione di Manifatture teatrali milanesi, per la regia di Valeria Cavalli e Claudio Intropido, tutta questa forza irresistibile dell'azzardo si manifesta chiaramente nello sfacciato scenario di una Venezia trasformata in Las Vegas, con Pandolfo il proprietario della bisca, acconciato come un miliardario texano, ebbro di sé e della propria avidità.

«Alla mia bisca si vince sempre» proclama soddisfatto il biscazziere. E come pesci all'amo abboccano i giocatori, sedotti più ancora che dal denaro, dalla folle vertigine del rischio e dal fascino di un'onnipotente trasgressione che prende forma compiuta nel contratto proposto da Pandolfo allo sfortunato Eugenio, in cui si offre al malcapitato, «credito illimitato» con tanto di postilla che prevede, però, anche «interessi illimitati».

Interessante l'esperimento proposto da questo spettacolo un po' prosa e un po' musical, con scenografie ispirate a un kitsch decadente, estremamente funzionale all'atmosfera di generale rilassatezza morale che pervade la scena. Il gioco vi appare essenzialmente come vizio maschile. Le donne sono un po' le vittime della situazione, o perché abbandonate dai loro coniugi in favore del gioco stesso, come accade a Placida e Vittoria o perché, come nel caso della ballerina Lisaura, sedotte da uomini bugiardi (Leandro).

L'interpretazione degli attori è apparsa di ottimo livello. L'unica piccola osservazione che si potrebbe fare è forse che, con qualche rimaneggiamento in più e una durata inferiore, il ritmo generale dello spettacolo ne avrebbe guadagnato. 

La Bottega del caffè è in scena al Teatro Leonardo dal 9 dicembre all' 1 gennaio, dal martedì al sabato alle ore 20.30, domenica ore 16.00, lunedì riposo.

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