Sagre e fiere di Lombardia gennaio 2016

sagre lombardia milanofreeAnche con il 2016 continua l’informazione sulle sagre e fiere in terra di Lombardia.

Per questo mese di Gennaio vi offro due itinerari, uno dedicato alla prima quindicina e l’altro alla seconda. Per la prima uscita vi propongo la “Pesa Vegia”, che si svolge a Bellano (Lecco) il 5 di gennaio. Il termine pesa vegia significa pesata vecchia, e risale al 1600, o meglio, a prima di tale data poiché dal 1605 vi fu una nuova ordinanza che introdusse la “Pesa Nova”, sostituendo la precedente. Subito il popolo e i commercianti reagirono con energica protesta a questa novità, tanto che convinsero il Governatore Conte di Fuentes a formare una delegazione che doveva recarsi al borgo lariano per ridiscutere l’intera faccenda. Gli abitanti di Bellano, fattasi sera, si riunirono sulla spiaggia in attesa dell’arrivo della barca con gli ambasciatori; attesero fino a notte, alla luce dei falò, accesi per riscaldarsi e illuminare le acque lacustri. Finalmente intravidero una barca avvicinarsi e, riconosciuti gli inviati, subito gridarono loro: “Pesa vegia o Pesa nova”?
La risposta fu Pesa vegia, e quale non fu l’esultanza del popolo alla notizia, tanto che, mettendosi in corteo dietro i tre Magi, il giorno dopo era la festa dell’Epifania, si diedero a festeggiare, e da allora, anche se molte cose sono cambiate, la tradizione di festeggiare è rimasta. Infatti, si può assistere non solo al corteo dei Magi, ma anche alla corsa delle Pese per le vie del paese, all’accensione di fuochi sul molo, i commercianti e molte comparse in abiti dell’epoca, e altre iniziative che lascio come sorpresa. Raccomando la degustazione della “buseca” con un buon e profumato bicchiere di vin brulé.

Per arrivare a Bellano da Milano, in auto, SS 36, circa un’ora e mezza, in treno dalla Stazione Centrale il Regionale per Tirano, tempo un’ora e dieci minuti.

Come secondo itinerario voglio proporvi due diverse manifestazioni, una legata a Sant’Antonio Abate e la seconda al rito del rogo. La domenica del 17 gennaio in molte località della Lombardia si svolgono cerimonie legate alla festività di questo Santo. falo cascina biblioteca
Nel bresciano gli statuti del comune di Pezzaze, siamo nel 1372, avevano decretato questo giorno come festivo. Il culto di questo santo venne diffuso nel XIII secolo dai monaci Antoniani, che era un ordine ospedaliero fondato durante le Crociate per curare i soldati, e non solo, affetti da varie malattie della pelle, tutte dal popolo definite col termine “Fuoco di Sant’Antonio”. Secondo un’antica tradizione ancor oggi rispettata, il Santo è considerato protettore contro gli incendi e invocato dai mandriani affinché protegga gli animali e le stalle. Ecco perché in moltissimi paesi vige l’usanza di accendere grandi falò, simbolo dell’allungamento delle giornate e dell’arrivo della primavera, e portare i propri animali sul sagrato della chiesa perché ricevano una benedizione con l’intercessione del Santo. Ovviamente oltre a questi riti cui non ci si può sottrarre, ogni comunità s’industria per animare la festa, chi con un’esibizione di canti popolari, chi con bancarelle di ogni tipo, chi con spettacoli di vario genere, ma tutti con possibilità di degustare prodotti locali.

Ecco un breve elenco dei paesi che celebrano quest’usanza.

-   Agrate Brianza, Arconate, dove si può gustare il “pan tramvai”, Bergamo, Casalpusterlengo, Garbagnate Milanese, Varese, Vimercate, Ossona, Sant’Angelo Lodigiano, con distribuzione gratuita del dolce tipico chiamato “offelle”.

La seconda proposta è quella legata al rito del rogo della vecchia o strega che si svolge il 30 o 31 di gennaio, o l’ultimo giovedì di gennaio, che in questo 2016 è il giorno 28, in moltissime località. Il rito è antichissimo e legato alla natura, dove il fantoccio- strega è caricato di ogni affanno e peccato umano e, bruciando, porterebbe via con sé questi dolori, anche se la tradizione più antica identifica questa cerimonia legandola all’inverno che ci abbandona con tutti i suoi pesi e mali.
Nelle campagne lombarde il nome dato a questo fantoccio è di “Giubiana, o Gibiana, o anche Gioebia”. Anche in questo caso ogni paese si è industriato per celebrare quest’evento offrendo al turista una serie di opportunità e divertimento; chi prima del rogo celebra un processo alla strega, chi presenta il gruppo folcloristico in costume e carri allegorici, chi offre la degustazione di piatti tipici del luogo, insomma la fantasia trova ampio spazio. Ecco allora alcune località dove è possibile assistere a quest’avvenimento.

-   Mandello del Lario, qui il fantoccio è chiamato “Ginee”, gennaio.
-   Albavilla (Como), dove il rogo è preceduto da un corteo di carri allegorici, da cui viene distribuito il “ pane della Giubiana, detta in dialetto locale, Cutiscia”.
-   Briosco (Monza e Brianza), con distribuzione di luganega e castagne.
-   Canzo (Como), ultimo giovedì di gennaio, protagonisti in abiti tradizionali e personaggi simbolici.
-   Lentate sul Seveso (Monza e Brianza).
-   Ardesio (Bergamo), dove il rito si chiama “Scasada del Zenerù”.

Non mi rimane, anche questa volta, di augurare buon divertimento.  

 
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