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L'insolito presepe di Londonio. Natale tutto l'anno in San Marco a Milano

Lontano dagli sguardi frettolosi, quasi nascosto come un gioiello in uno scrigno, eppure ben visibile sotto gli occhi di milanesi e turisti, proprio nel centro di Milano, è il presepe della chiesa di San Marco, nel cuore di Brera, quartiere di artisti, aperitivi, negozi ricercati … e una storia dietro ogni angolo, quasi ad ogni passo.

presepe.londonio.brera

Un presepe che non viene esposto solo durante le festività natalizie, ma tutto l’anno, tutti gli anni, a ricordarci che la nascita di Cristo deve essere ricordata e festeggiata ogni giorno.
Un presepe di altissimo livello artistico, di grande eleganza interpretativa e finezza di esecuzione, realizzato in maniera scenografica, ricco di personaggi elegantemente raffigurati, disposti in maniera scalare e quasi a grandezza naturale, eseguito con un metodo inusuale nelle regioni dell’Italia settentrionale, e dal forte impatto emotivo.

Le figure, realizzate intorno alla metà del XVIII secolo dal milanese Francesco Londonio, sono realizzate su carta: pitture ad olio incollate su sagome di legno.

presepe.londonio.milanoL’usanza di realizzare presepi di carta nacque nel Seicento e si diffuse particolarmente nel secolo seguente; tipica delle regioni centro meridionali venne ispirata al Londonio proprio durante i suoi viaggi a Roma e a Napoli.
Artista elegante e raffinato, il Londonio fu un ritrattista molto ricercato dalle famiglie private milanesi, sia da quelle di antica aristocrazia (come i Borromeo) che da quelle della nuova nobiltà e della ricca borghesia (come i Tanzi, i Mellerio e i Greppi). Il presepe della chiesa di San Marco, collocato nella settima cappella a destra, rappresenta la sua opera migliore e particolare, tanto che dopo la sua realizzazione l’imperatrice Maria Teresa d’Austria gli diede il ruolo di scenografo al Teatro alla Scala.

Un’ulteriore particolarità di quest’opera è che, in realtà, i presepi sono due: due serie di figure, che rappresentano un presepe festivo e uno feriale, uno incentrato sulla Natività, con l’adorazione dei pastori, e uno con la scena dell’Epifania. Quello della Natività una scena più intimistica e raccolta, quasi più umile se vogliamo, in cui compaiono il bue, l’asinello e le pecorelle, un san Giuseppe che assiste alla scena un po’ in disparte, pensieroso; quello dell’Epifania, più sfarzoso e variopinto, con i Re Magi venuti dall’Oriente e accompagnati dal loro seguito. Le due scene, posizionate come una scenografia, sono incorniciate da una quadratura architettonica, che racchiude anche il fondale dipinto.
Un’opera bellissima e particolare, una “pillola” d’arte per arricchire gli animi, una vera e propria chicca per gli estimatori.


Rossella

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