• Home
  • MOSTRE
  • L'architettura italiana del secondo Dopoguerra in mostra alla Triennale

L'architettura italiana del secondo Dopoguerra in mostra alla Triennale

comunità italia 1Dal 28 novembre 2015 al 6 marzo 2016, la Triennale di Milano ospita una mostra interamente dedicata all’Architettura.

Intitolata Comunità Italia. Architettura, città e paesaggio dal Dopoguerra al Duemila e curata da Alberto Ferlenga e Marco Biraghi, la mostra intende mettere in evidenza non tanto la storia della nostra prassi progettuale nell’Italia democratica nata dalla caduta del fascismo e dalla Resistenza, quanto l’evoluzione dell’idea funzionale dell’Architettura, al servizio della collettività, delle masse rurali che, in seguito alla miseria e alle catastrofi atmosferiche come l’alluvione del Polesine o il terremoto nella valle del Belice, si trasferirono verso le grandi città o, dal Sud verso il Nord, alla ricerca di un lavoro nelle fabbriche milanesi e torinesi o al porto di Genova.

L’Architettura è un servizio reso agli italiani, per il loro benessere e il loro poter vivere bene, e, da quanto esposto in mostra, risulta indissolubilmente legato alla loro vita quotidiana. La prova concreta di ciò sono i molti modellini esposti e provenienti dai numerosi archivi di Architettura, prevalentemente di carattere universitario, presenti in Italia, che raffigurano creazioni ed edifici innovativi, come la Torre Velasca o il Grattacielo Pirelli di Milano, opere dello studio BBPR e di Gio Ponti, ma anche quartieri residenziali concepiti come zone dormitorio per immigranti. Molti sono anche i modelli di edifici che costituiscono dei servizi destinati a questi quartieri, come chiese, teatri, centri sociali, oppure infrastrutture destinate ai viaggi sempre più frequenti degli italiani nell’epoca del Boom Economico.

Basti pensare che, con gli anni Sessanta, l’Italia iniziò ad avere un grande sviluppo autostradale, dalla prima bretella realizzata a livello locale, tra Milano e Varese, a quella che unì il Paese, chiamata Autostrada del Sole, “lungo fascio di catrame”, come cantavano Guccini e i Nomadi, con cui i meridionali emigrati al Nord potevano tornare nei luoghi d’origine con più rapidità. Per le autostrade vennero realizzati ponti, di cui si hanno modelli ma anche molte foto d’epoca in cui si evidenziano le loro fasi costruttive. Nacquero così molti degli Autogrill ancora oggi presenti, ma anche autentici monumenti, segni di storia dell’Architettura, come la “chiesa dell’Autostrada” di Giovanni Michelucci presso lo svincolo di Firenze Nord dell’Autosole.

comunità italia arsenale veneziaDi notevole importanza sono anche i vari Monumenti alla Resistenza realizzati tra gli anni ’50 e ’60 in giro per l’Italia, simboli di un legame indissolubile tra Arte, Architettura e Storia Politica d’Italia, di un Paese che vuole, orgogliosamente, ricordare la sua essenza democratica nata dalla fine dei vent’anni di dittatura fascista. C’è anche spazio per il loisir, il tempo libero, con centri vacanze, come quello realizzato a Corte di Cadore, oppure il sistema integrato residenza-spazio culturale del quartiere di Monteruscello a Napoli, o ancora le risistemazioni di spazi storici in chiave moderna e post-moderna, come l’area della Cattedrale di Ancona, il Teatro Carlo Felice di Genova o la zona dell’Arsenale di Venezia, ripensata secondo i piani di Aldo Rossi.

Elencare tutti i progetti concepiti (e spesso realizzati) sarebbe superfluo. Più interessante è notare come la mostra metta a disposizione del visitatore quaderni, provenienti dagli archivi, che illustrano le fasi realizzative di alcuni dei grandi progetti realizzati in tutta Italia, dai quartieri residenziali alle chiese e alle iniziative “civiche” per i grandi centri urbani, passando attraverso piani regolatori e ricostruzioni di archivi di Architettura, tracce su carta e luoghi di conservazione degli embrioni dell’Italia del Secondo Dopoguerra. La più giusta conclusione è un legame con il mondo d’oggi, l’Italia in cui è stato girato “Italy in a frame”, documentario video curato da Gianni Canova, docente di Storia e Critica del Cinema dell’Università IULM, insieme ai suoi allievi. Ogni giovane architetto ha raccontato, in un minuto, sotto gli occhi attenti degli studenti di comunicazione video dell’ateneo di Via Carlo Bo, quello che per lui/lei sono l’Italia, la sua Cultura e il suo paesaggio. Con la ciliegina sulla torta offerta dalle foto di Daniele De Lonti, che documentano l’evento sportivo che, per antonomasia, unisce il Paese, ovvero il Giro d’Italia di ciclismo: da Genova a Caserta, dalle Dolomiti alle Alpi Marittime, le foto di De Lonti sono il giusto compendio di quell’idea di “comunità” che è l’Italia, che sono gli italiani, come lo sono stati quegli architetti e quegli urbanisti che hanno fatto la sua Storia ricostruendo (e costruendo ex novo) le nostre città.

Stefano Malvicini

Comunità Italia. Architettura, città e paesaggio dal Dopoguerra al Duemila

Triennale di Milano
Viale Alemagna 6,Milano
Orari: martedì-domenica 10.30 20.30 Lunedì chiuso
Biglietti: Intero 8,00 euro
Ridotto 6,50 euro
Ridotto speciale 5,50 euro

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.