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BAIL-IN: come difendere il nostro Risparmio

robert delaunay carousel with pigsBAIL-IN: Affermazione della Responsabilità patrimoniale privata per la Tutela degli Interessi Generali Collettivi. Come difendere il nostro Risparmio.

Verso la fine del 2014, riferendoci all'entrata in vigore dell'Unione Bancaria Europea, parlavamo di Nuova Normalità Bancaria per indicare una normativa che, armonizzando le regole in ambito europeo, dettava alle Banche parametri di sicurezza inflessibili a cui, da lì in avanti, avrebbero dovuto attenersi.

La "ratio" fondante di quella normativa è stata, da una parte l'esigenza di spezzare il circolo vizioso tra banche e debiti sovrani tesa a scongiurare pericolose crisi sistemiche a livello globale, dall'altra l'esigenza di investire tutti gli Operatori economici della loro "responsabilità patrimoniale privata", per la salvaguardia degli interessi generali collettivi.

Se prima con il Bail-out (salvataggio di una banca dall'esterno) gli Operatori economici agivano a rischio e pericolo degli ignari contribuenti (sono loro che pagano i rischi sistemici e gli aiuti dello Stato alle banche) ora, con il Bail-in (salvataggio di una banca dall'interno) viene codificato un sistema fondato sulla "responsabilità patrimoniale privata" di ciascuno.
Responsabilità non solo delle Banche ma anche dei Clienti che, alle banche danno la loro fiducia sapendo ora che, nel caso di dissesto, parteciperanno per primi alle perdite.

In virtù della "responsabilità patrimoniale privata" le Banche, qualora inefficienti, metteranno a repentaglio un meccanismo da sempre fondamentale nei rapporti economici: la fiducia dei loro Clienti che, come di fronte a un qualsiasi Fornitore di servizi, dovranno valutare la salute della Banca a cui affidano i loro risparmi.

Responsabilità e Fiducia sono quindi chiamati con questa normativa ad avviare un circolo virtuoso capace di ristabilire il vero valore dei rapporti economici e questo, a tutto beneficio della collettività.

Che strumenti hanno oggi i Clienti per valutare se le Banche-Fornitori di Servizi sono degni o meno della loro Fiducia?
Alcuni strumenti sono molto semplici e di facile reperibilità:

1. Il controllo del patrimonio di vigilanza delle Banche.robert delaunay rythme n1Definito anche Core Equity Tier 1 Ratio (CET1 RATIO) è il criterio seguito dalla Banca Centrale Europea per definire, al fine di misurare la stabilità di ogni banca, il rapporto tra gli investimenti ponderato per il loro rischio e il capitale proprio della banca.
La normativa esige un CET1 Ratio dell'8% minimo.
Significa che una banca può effettuare investimenti ponderati per il rischio per almeno 12,5 volte il suo capitale proprio.
Più il Cet1 Ratio sale di valore rispetto all'8% minimo, più la banca è in area di sicurezza.
Questi dati, oltre a venir pubblicati sui quotidiani più importanti, dovranno essere disponibili sul sito della Banca d'Italia per ciascuna banca, e sul sito della medesima Banca.

2. Il confronto delle performance relative in Borsa.
L'andamento del prezzo delle azioni in Borsa ci indica, in un arco temporale medio, lo stato di salute di una Banca rispetto alla media del settore.
I fallimenti bancari (tutti nella storia) sono sempre stati preceduti, non per mesi ma anni, da crolli dei valori azionari rispetto all'indice di riferimento.
In Italia, si può confrontare in termini percentuali l'indice FTSE Banche con l'andamento dei prezzi delle Banche quotate.
Se da questo confronto emerge un andamento dei valori della banca molto più debole rispetto all'indice per un tempo prolungato, è un segnale di persistente difficoltà di quella banca (il mercato che compra/vende in Borsa, prezza correttamente nel medio periodo ogni asset sulla base dei suoi fondamentali).

3. Lettura della cronaca giudiziaria.

Mai un fallimento non è stato preceduto da mesi se non da anni da articoli allarmanti sia in cronaca economica che giudiziaria.
Questi episodi sono importanti campanelli d'allarme da tenere in debito conto.

Indicati questi più facili strumenti di consultazione, possiamo elencare alcune norme prudenziali per tenerci comunque al riparo da qualsiasi sorpresa.
A parte la scelta di evitare azioni, obbligazioni della banca che non abbiano un meccanismo esplicito di garanzia contro il Bail-in e depositi liquidi oltre i 100 000 euro perché sottoposti all'eventuale procedura fino a copertura dell'8% delle passività della banca, alcuni comportamenti potranno costituire, nel caso di permanenza in una banca a rischio, dei punti di sicurezza per il cliente:

Nel caso di investimenti optare per:
-Obbligazioni senior con garanzia esplicita e covered bond della banca stessa
-Fondi o Sicav perché permettono un'ampia diversificazione. Qualora fossero anche investiti sui titoli di quella banca, la percentuale, come da Regolamento, sarebbe comunque minima e ininfluente sulla perdita del risparmio
- polizze assicurative
-titoli non della banca da tenere in apposito conto
-i contenuti delle cassette di sicurezza sono garantiti
-Buoni fruttiferi postali sono garantiti dallo Stato
-Bot e Cct sono garantiti dallo Stato
-Libretti postali sono garantiti dallo Stato

Nel caso di liquidità su conto maggiore di 100000 euro, cointestare il conto a più persone (ogni persona ha la copertura fino a 100000) oppure aprire conti in banche diverse purché non siano dello stesso gruppo (la regola dei 100000 euro vale per ogni banca, quindi se Tizio ha tre conti con 300000 euro sulla stessa banca è coperto fino a 100000 euro ma se Tizio ha 3 banche con 100000 euro su ogni banca e' tutelato per l'intero)

I libretti di risparmio, certificati di deposito e pronti contro termine concorrono alla soglia dei 100000 euro.

Le imprese possono aprire dei "conti di pagamento" (direttiva 2007/64/CE): i saldi sono esclusi dal Bail-in.
Si possono movimentare incassi e pagamenti relativi all'attività aziendale

Al fine di un costante aggiornamento delle indicazioni fino a qui date, si consiglia l'affiancamento di un Consulente Finanziario, per ricevere la corretta e puntuale informazione utile alle decisioni da prendere.
Per l'assoluta trasparenza delle informazioni è bene distinguere un Consulente iscritto all'Albo che agisce su Mandato (rapporto professionale tra Consulente e Banca per la prestazione del servizio di consulenza che si regola con la fatturazione) rispetto a un Consulente "dipendente" della Banca (rapporto di lavoro a tempo indeterminato).
La Consulenza che oggi non è alle dipendenze della Banca ma che agisce "professionalmente" con Mandato copre circa l'8% del Risparmio italiano (pur non comportando costi aggiuntivi per il Risparmiatore: è la Banca che, in base alle Leggi europee, è tenuta a riconoscere il servizio) e, questo significa che oltre il 92% è ancora gestito "direttamente" dalle Banche. 

Celestina Volpatti

Immagini:
1. Robert Delaunay Carousel with pigs - 1922
2. Robert Delaunay Rythme n.1 - 1938

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