Magenta Fiera di San Biagio 2016

fiera biagio 2016 1Mercoledì 3 febbraio, a Magenta, tornerà come ogni anno la tradizionale Fiera di Merci e Bestiame di San Biagio, la cui storia inizia alla fine dell’Ottocento.

Nella piazza del mercato, il mattino, è presente un gran numero di macchine agricole mentre le vie adiacenti sono occupate da moltissime bancarelle tra cui spiccano quelle di gastronomia a base di pulenta e pisitt. 

Il piatto tipico della fiera è la busecca che viene servito in tutte le trattorie e sotto il tendone in piazza, cucinata dagli Alpini. 

Altra usanza della giornata è la tradizionale vendita di castagne o maron, coltivati nella provincia di Cuneo già tra la fine del XII secolo e l'inizio del XIII.

Dal XIV secolo ci sono numerosi riferimenti negli statuti comunali di castagneti tutelati, al punto che i castellani del regno sabaudo annotavano se il prodotto dei castagneti era buono, specificando la qualità dei frutti.

Nel 1750 alcuni documenti fornivano dati e notizie circa la consistenza delle superfici di castagno e della produzione di castagne.

Per generazioni il castagno ha sfamato con i suoi frutti intere famiglie ed ha costituito la base alimentare delle popolazioni rurali che vi trovavano un rimedio a carestie e povertà, grazie al loro basso costo, l'alta reperibilità e l'elevato potere nutritivo, che le consentiva di essere un’alternativa  ai cereali, sostituendo spesso il pane di segale.

La raccolta delle castagne cominciava tra la fine di settembre e la prima settimana di ottobre e finiva a novembre, mentre la produzione era conservata in fili fatti con lo spago detti firon da castegnn.

Alla Fiera di S. Biagio un tempo c’era il Firunatt o Fironatt, il venditore ambulante di cuni, cioè le castagne di Cuneo, che chiamava i compratori al grido di Bej cuni, bej maron!

Verso il pomeriggio la festa si sposterà vicino alla Cappella dell'Istituto Madri Canossiane dedicata a San Biagio, dove la devozione popolare si manifesterà nel bacio della reliquia, che dovrebbe preservare per tutto l’anno dalle malattie della gola, con anche l’imposizione di due candele incrociate sotto il mento a contatto della gola a ciascuno dei fedeli che, uno per volta, passano davanti al parroco locale, senza dimenticare l’abitudine di mangiare un pezzetto del panettone, che deve essere la prima fetta tagliata a Natale e conservata per l'occasione.

 

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