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Sotheby's presenta Vincenzo Agnetti a Palazzo Serbelloni

Dal primo al 5 febbraio nella sede di Palazzo Serbelloni, Sotheby’s in collaborazione con l’Archivio Agnetti, inaugura una mostra dedicata al celebre artista, curata da Bruno Corà.

vincenzo agnetti mostra milano febbraio palazzo serbelloni sothebys tiziana leopizziUn progetto nella nuova sede di Palazzo Serbelloni mirato a mettere in luce gli aspetti essenziali della ricerca artistica dell’opera di Vincenzo Agnetti: uno spunto di riflessione sul suo percorso  artistico attraverso alcuni momenti topici, in particolare tre, realizzati a cinque anni di distanza l’uno dall’altro. Artista poliedrico, Agnetti ha costruito punti d’incrocio tra discipline diverse che appartengono a un universo mentale libero da ogni limite. Tra pittura, scultura, critica, epistemologia, tecnologia, letteratura, con un afflato politico e poetico sono questi i campi in cui si è mossa il suo campo di ricerca e il suo percorso. 

Dopo la mostra da Sotheby’s viene inaugurata a seguire dal 5 febbraio, una nuova esposizione ospitata presso lo studio dell’artista, oggi sede dell’Archivio (via Macchiavelli 30 – Milano), che presenterà una serie di lavori prodotti tra il 1976 e il 1980

Inoltre in occasione di questa duplice esposizione dedicata all’artista, l’Archivio Vincenzo Agnetti presenta Archivio 01, primo di una serie di piccoli libri pensati per documentare il lavoro di Vincenzo Agnetti nella sua dimensione storica e evidenziare gli aspetti più visionari e contemporanei della sua ricerca. Attraverso queste pubblicazioni si vuole divulgare e far conoscere il percorso dell’artista, presentando di volta in volta alcune sue opere e invitando i lettori non solo a guardarle ma immergersi nell’universo concettuale che le ha prodotte e le fa vivere a cavallo tra contesto storico di origine, contemporaneità e futuro. 

L’artista
Nato a Milano nel 1926, Vincenzo Agnetti si diploma a Brera e si iscrive alla scuola del Piccolo Teatro. Le sue esperienze artistiche avvengono prevalentemente nell’ambito della pittura informale e della poesia. Gli anni ’50 rappresentano gli inizi come pittore informale, ben presto abbandonerà la pittura per dedicarsi tra la fine degli anni ’50 e primi anni ’60 a ricerche sperimentali. Frequenta Manzoni e Castellani. Nel 1962 vive l’esperienza di un viaggio sudamericano: rimarrà in Argentina fino al 1967, lavorando nel campo dell’automazione elettronica; è in questi anni che compone il romanzo Obsoleto. Tornato a Milano, intensifica l’amicizia con l’editore Scheiwiller, qui frequenta il gruppo legato ad Azimuth. La sua produzione inizia a farsi conoscere. Nel 1975 nel centro nevralgico dell’Arte Concettuale, New York, apre uno studio a Manhattan e riprende la collaborazione con Robert Feldman, nella cui galleria terrà la sua prima esposizione americana Immagine di una mostra (1975). Alla Sonnabend di Parigi, nello stesso anno, espone opere sul concetto di equivalenza, Gli eventi precipitano. Nel 1981 si spegne uno dei maggiori esponenti della neoavanguardia italiana, protagonista indiscusso dell’Arte Concettuale.

Sotheby’s Milano - Palazzo Serbelloni

Corso Venezia 16

1 – 5 Febbraio 2016 ore 10:00 – 18:00

Lunedì 1 febbraio Vernissage ore 18:30

Giovedì 4 Febbraio Conversazione con Bruno Corà ore 17:00

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