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Ellie Goulding a Milano, recensione concerto

ellie goulding

Ellie Goulding è sbarcata ieri a Milano per una tappa del suo Delirium Tour che sta portando in giro per il mondo. In un Forum meno affollato del solito, la cantautrice inglese si presenta puntuale come un orologio svizzero alle 21.00, quasi senza preavviso, in versione paradisiaca.

L'intro – nonché primo pezzo del suo ultimo album – accompagna la prima vera canzone in scaletta, la bellissima “Aftertaste”. Poi appare lei, in total back e shorts di pelle, e gioca a fare la popstar. È il turno di “Holding on for life”, della frizzante “Goodness gracious” e di “Something in the way you move”: il tour è ormai rodato, lei appare serena e allegra ma fino a questo momento, a parte un timido “thank you”, poco altro.

Outside” scalda il pubblico, “Around you” sembra pescata a caso dall'ultimo album di Taylor Swift. Ellie impugna una chitarra, lotta con una ciglia impigliata nell'occhio (concedendosi un primo, graditissimo, momento di ironia) e incanta con una versione acustica di “Devotion”.

“E' la nona tappa di questo tour, ma è la prima volta che sento cantare così tanto le canzoni dell'ultimo album. Grazie davvero”.

E così il concerto scorre, sempre mantenendosi su ottimi livelli, con alcuni vertici come l'interpretazione di uno dei suoi pezzi più belli, “Explosions”, dove la voce sporca della Goulding è perfetta. “Army”, invece, si candida a nuovo inno.

“Avete la grande capacità di fare assoluto silenzio e poi grandi boati, giù e su, così!”.

Ci si indirizza, dopo tanti brani e cambi d'abito, verso la conclusione. Ellie abbozza un broncio, si fa desiderare, invita tutti a mettere il cellulare in tasca e ad alzare le mani, chiudendo con alcune delle sue più grandi hit: “I need your love", “Burn”, la splendida “Anything could happen” e non poteva mancare “Love me like you do”.

Il suo è un pop moderno, pulito, che sfocia nell'electro e nell'EDM. Non calca mai la mano, non è una belva da palcoscenico (l'avevo già vista a Londra, l'ha riconfermato a Milano), non è la miglior ballerina, né la miglior cantante, né la miglior cantautrice, tanto meno la miglior musicista. Eppure piace e convince con la sua voce soave, rarefatta, delicata, che sa però emergere rispetto alla musica, non facendosi sovrastare. Piace perché è dolce, simpatica, comunica serenità. E in un mondo pop in cui la trasgressione è all'ordine del giorno, il massimo in cui la Goulding si cimenta è fingere di strusciarsi per un secondo e mezzo a un ballerino. Non sia mai.

Alla fine, quasi senza rendertene conto, stai solo sperando che il concerto prosegua per ore e ore ancora. Alla prossima, Ellie!

Yuri Benaglio

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