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The Hateful Eight : un western dalle sfumature rosso sangue!

the hateful eightThe Hateful Eight è l’ottavo film di Quentin Tarantino e offre ai suoi fan un motivo in più per amarlo, dato che questo è senza dubbio uno dei suoi migliori lavori.

Tarantino rispolvera le grandi macchine da presa in pellicola a 70mm - in particolare il formato Ultra Panavision 70 - per girare un film ambientato quasi esclusivamente in interni, con la grandiosità dei vecchi kolossal degli anni ’60. Questo tipo di pellicola gli permette così di impreziosire le inquadrature donandogli vastità e grande definizione

La storia, divisa in capitoli, ci trasporta in un innevato Wyoming qualche anno dopo la Guerra Civile.

Una diligenza corre tra la neve con a bordo il cacciatore di taglie John Ruth (Kurt Russell) e la donna che ha catturato, Daisy Domergue (Jennifer Jason Leigh), diretti verso la città di Red Rock dove Ruth, da tutti chiamato “Il boia”, consegnerà la donna nelle mani della giustizia per farla impiccare. Lungo il tragitto incontrano due sconosciuti: il maggiore Marquis Warren (Samuel L. Jackson), ex soldato nero dell’Unione diventato ora uno spietato cacciatore di taglie, e Chris Mannix (Walton Goggins), un rinnegato del Sud che sostiene con impertinenza di essere il nuovo sceriffo della città.the.hateful.eight.poster

Mentre si inerpica sulle montagne cercando di sfuggire ad una tempesta di neve, la diligenza si vede costretta a cercare riparo nel rifugio di Minnie’s Haberdashery, luogo di sosta per viaggiatori. Al loro arrivo ad accoglierli non trovano la proprietaria, ma quattro sconosciuti: Bob (Demian Bichir), che si occupa dell’emporio mentre Minnie è assente, Oswaldo Mobray (Tim Roth), il Boia di Red Rock, il mandriano Joe Gage (Michael Madsen) e il Generale confederato Sanford Smithers (Bruce Dern). Mentre fuori infuria la bufera, gli otto viaggiatori, bloccati in un’unica stanza, si rendono presto conto che forse qualcuno non è chi dice di essere e che, probabilmente, non sarà facile per nessuno di loro raggiungere Red Rock...

Tarantino è riuscito a creare un altro film molto raffinato e intelligente, un western intimo ma allo stesso tempo immenso.

Il plot, i dialoghi e i personaggi sono tutti costruiti ad alto livello e con amore, con uno script che mescola sagacemente umorismo, violenza e forti personalità.

La storia si snoda lentamente e la trama è quasi interamente affidata alla recitazione e ai dialoghi, che creano una tensione sempre più incalzante fino al folgorante finale.

The Hateful Eight non è solo un western, Tarantino mescola i generi che più ama e trasforma questa pellicola con audacia strutturale in un mistery da camera intrigante; un giallo indagatore dalle tinte fortissime, con un crescendo narrativo continuo. Inoltre, a differenza dei classici western, qui non abbiamo i buoni da una lato e i cattivi dall'altro, ma solo otto persone diversamente “odiose” e deprecabili e nessun “buono”.

The Hateful Eight racchiude tutto ciò che Tarantino preferisce: un cast formidabile, con alcuni dei suoi attori feticcio, dialoghi lunghi ma sempre molto ritmati, una colonna sonora memorabile, che comprende arrangiamenti di Ennio Morricone, e una storia che appaga gli spettatori più attenti. 

Tutto quello che in principio non quadra torna più avanti, in una sequenza ambientata nel passato che mette ordine al momento giusto, ed offre per concludere uno dei finali più soddisfacenti possibili. Il film ha tutto quello che ci si aspetta: violenza alla Tarantino, dialoghi veloci, e anche una buona dose di divertimento. 

Il cast, diretto magistralmente, è impeccabile. Samuel L. Jackson interpreta il suo personaggio con grande prestanza, il cacciatore Marquis è beffardo e perspicace e capisce subito che qualcosa non quadra. Kurt Russel è manesco e spietato e in perfetta sintonia con la sua prigioniera, una Jennifer Jason Leigh animalesca, che veste i panni dell’unica donna del film, Daisy. L'attrice sputa e ringhia, mostrando tutto il peggio del suo carattere, ma rimanendo comunque un personaggio affascinante, che non si odia mai fino in fondo.

Il film esce anche in Italia nelle due versioni, in digitale e in pellicola 70mm. In Lombardia lo si può vedere in pellicola versione estesa al cinema Arcadia di Melzo (MI). 

Le particolarità del formato in pellicola sono, oltre ad una lunghezza maggiore con alcune scene allungate (188 minuti anziché 167), una overture musicale proprio come si usava nei grandi classici di un tempo; un intervallo di 12 minuti alla fine del terzo capitolo - pausa voluta dal regista come parte integrante della visione del film- e a tutti gli spettatori viene consegnato un programma di sala, come se si fosse a teatro, contenente informazioni e foto di scena. Da questo traspare l’enorme cura e lo smisurato amore con cui il regista affronta il suo lavoro, regalando ai suoi spettatori un’esperienza straordinaria e unica. 

Cinzia Zagato

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