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Atm: tornelli chiusi in metro ma sconforto dei controllori

tornelli metro

Dal 15 febbraio a Milano bisognerà vidimare i documenti di viaggio anche in uscita. Dove? In metropolitana, ma in alcune stazioni - quelle, fra l'altro, tra le più frequentate - non sarà possibile farlo, per questioni logistiche.

"Comunque - sottolinea con sarcasmo un controllore - basta scavalcare i tornelli, come fanno molti in entrata, per render inutile la dissuasione". "E poi anche questa favola delle multe moltiplicate - interviene un collega - lascia interdetti. La maggior parte dei verbali riguarda extra comunitari e senza fissa dimora che rilasciano un indirizzo abitativo falso. E così la sanzione diventa irriscuotibile, con buona pace dei comunicatori dell'Atm".

I controllori Atm sono sul piede di guerra. Ogni giorno rischiano feroci aggressioni e non si sentono per nulla tutelati dall'azienda. Sfogano la loro amarezza al cronista grazie alla promessa dell'anonimato che ovviamente garantiamo. Ma non è un bel segno. "Provi a salire sulle linee 90 - 91 di sera o di notte e assisterà al degrado più totale. Canti, schiamazzi, sedili lordati da urina e m***a. I passeggeri normali vengono importunati e per le donne è zona proibita", scandisce Giacomo, da vent'anni in prima linea.

"E sulla 95 o sulla 98 si respira la medesima aria mefitica", urla Davide. "I conducenti hanno l'ordine di stare zitti, si sentono umiliati, ostaggi di vagabondi e teppisti". In effetti, al calar delle tenebre, i bus e anche i tram diventano terra di nessuno. O meglio: terra di banditi e malviventi.

E' di qualche settimana fa la notizia che alcune linee venivano usate dagli spacciatori come banchi vendita di droghe. Come rimediare? "Siccome, per mancanza di organici, le forze dell' ordine non possono presidiare tutti i veicoli a rischio" - precisa Giacomo -, "servirebbero delle guardie giurate a tutela di utenti onesti e personale di bordo, ma l'azienda dice che mancano i soldi per poterli arruolare". Questi problemi, in verità,  li vivono tutte le metropoli del mondo. Ho provato a salire su una corriera a Los Angeles alle otto di sera, sono sceso dopo una fermata, impaurito e disgustato. E li la polizia non scherza, non è tenera come da noi. Ma è questione di numeri.

"E' all'origine - sostiene un sociologo - una grana comunitaria, che associa tutte le grandi concentrazioni di popolo. Le città oltre una certa dimensione non sono a misura d'uomo, ma sentine di disadattamento". Dunque il grattacapo è irrisolvibile? Rispondiamo con le parole di Paolino, ultima generazione dei controllori: "Si ripristini il bigliettaio. E vediamo se poi i conti non tornano ". Il gruppetto dei verificatori si disperde. Siamo al capolinea della linea tranviaria 2. Salgono a decine ma nessuno timbra. Tutti abbonati?

Gaetano Tirloni

 

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