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La riserva naturale del Giovetto e le sue formiche Rufa

formicaio parco giovettoRiserva Naturale Boschi del Giovetto di Palline

In Lombardia ci sono molti parchi e riserve naturali. Tra queste spicca per una sua caratteristica la “riserva naturale boschi del Giovetto di Palline”.
L’area, infatti, è “abitata” da un insetto particolare e utilissimo: la formica Rufa.

Il nome

Il passo del Giovetto di Paline, da cui il nome alla riserva, è la via di collegamento tra l’altopiano di Borno (BS) e la Valle di Scalve. La parola “Giovetto” deriva dall’antico termine zuff o zovetto che significava "giogo", cioè "colle"; Palline o Paline, invece, è la piccola frazione di Borno che dà il nome al passo.

Dove si trova

Situato nelle Alpi Orobie, a un'altitudine che varia dagli 800 ai 1800 metri, nei comuni di Azzone (BG) in Val di Scalve e Borno (BS) in Valcamonica. È una fra le tante aree che contribuiscono allo sviluppo del turismo in Valcamonica.

La riserva

La Riserva Naturale Regionale "Boschi del Giovetto di Paline" nasce ufficialmente il 30 novembre 1983 (l.r. 30/1 1/83, n 86, istitutiva di buona parte delle aree protette della Regione Lombardia).
Tale riserva, classificata come "parziale biogenetica" e nasce sia per salvaguardare gli insediamenti di formiche Rufa (è stata la prima area in Europa a essersi occupata della creazione di un ambiente di protezione delle formiche Rufa), sia per raggiungere la massima complessità e stabilità ambientali.

La riserva è stata classificata come Sito di Importanza Comunitaria nel 2003, e come Zona di Protezione Speciale nel 2004. In questo modo entra di diritto nell'elenco dei siti della regione biogeografia "alpina".

Geologia

La riserva naturale Boschi del Giovetto è costituita da formazioni sedimentarie risalenti al periodo del Triassico con prevalenza di depositi argillo – marnosi e in misura minore da depositi calcareo - marnosi. La marna (da cui marnosi), è un tipo di roccia che si trova a metà strada tra l'argilla e il calcare.

Flora
 
La vegetazione della riserva naturale Boschi del Giovetto è costituita da boschi, cespuglieti, praterie, pascoli.
L'86% del territorio del sito è costituito da boschi d’alto fusto di conifere, intervallati da aree a pascolo e prato (le cosiddette malghe).
Sono presenti alberi come l'abete rosso o peccio, pagher in dialetto, abete bianco, faggio, larice. Intorno ai 1600 m troviamo anche l'ontano verde e il rododendro.
Fioriscono orchidee, ciclamini... e naturalmente vi sono, commestibili e non, i funghi!

Fauna

Sebbene siano presenti vari tipi di animali (scoiattoli, picchi, volpi, donnole, faine, uccelli rapaci notturni e diurni, e più raramente ermellini, lepri, caprioli), l'attenzione maggiore è rivolta a un insetto speciale: la formica Rufa.

formica rufaFormica Rufa

Si tratta di un insetto che contribuisce a mantenere l’equilibrio biologico dell’ecosistema grazie alla sua abilità di catturare le larve di altri insetti. Queste preziose e graziose formiche, infatti, difendono bosco, contrastando l’attività di specie dannose all’ecosistema e contenendone il numero. Si è calcolato che le formiche Rufa operaie di un nido riescano a catturare, in un giorno, almeno 4.000 larve di coleotteri che si nutrono di legno (i cosiddetti "xilofagi") e circa 50.000 altre specie d'insetti!


L'utilità di queste formiche Rufa (o anche formiche rosse) è conosciuta e "sfruttata" in tutto il mondo. Dopo il 1950, e fino agli anni ’70, il Corpo Forestale dello Stato, raccoglieva interi formicai di formiche Rufa. I formicai sono delle strutture molto elaborate che possono ospitare da 200.000 a 500.000 esemplari. Questi erano collocati in barili di legno ed erano trasportati in varie località italiane, europee, e anche in Canada per reintrodurre, in boschi affetti da attacchi parassitari di lepidotteri, la specie formica Rufa affinché mantenessero il bosco in salute. Si è rivelata utilissima contro la processionaria (parassita che forma una specie di batuffoli bianchi lanosi sui rami di pino).

I formicai siti nella riserva naturale Boschi del Giovetto, come precedentemente accennato sono molto elaborati. Esternamente sembrano monticelli fatti di aghi, ramoscelli e pezzetti di resina di abete, ma in realtà è la colonia di formiche Rufa che ha deciso di abitarvi ad averlo costruito. Del formicaio noi possiamo vedere solo la parte che si trova in superficie, ossia il monticello, che in realtà è il "tetto" dell'intera struttura. Il formicaio-casa vero e proprio si trova nel terreno. È costituito da una miriade di gallerie e camere disposte a diverse altezze. La sua architettura, molto elaborata, consente che il clima interno sia costantemente mite e che sia areato a sufficienza.

Le piccole formiche Rufa operaie hanno un corpo slanciato di lunghezza compresa tra i 6 e i 9 mm di colore rosso ruggine. Le loro zampette sono lunghe rispetto al corpo. La loro utilità non è legata solo alla capacità che hanno di catturare moltissime larve e insetti dannosi, ma anche a una caratteristica intrinseca. Questi insetti producono naturalmente un acido, conosciuto come "acido formico", che serve loro a difendersi dai predatori e a cacciare le prede. Questo acido rende le formiche Rufa una specie velenosa e pericolosa per gli altri insetti. L'acido formico può rivelarsi irritante anche per l'uomo. Bisogna precisare che l'acido formico è prodotto da tutte le specie di formiche, ma le formiche Rufa sono le produttrici per eccellenza. Le piccole formiche Rufa sono dotate di un serbatoio molto grande, che pesa circa un quinto dell'intero corpo.

Barbara

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