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Forza Lavoro. Marzia Migliora alla Galleria Lia Rumma di Milano

La Galleria Lia Rumma ospita la mostra di Marzia Migliora intitolata “Forza Lavoro”. Il progetto espositivo nasce a partire dalla storia del Palazzo del Lavoro di Torino, realizzato nel 1961 da Pier Luigi Nervi.

forza lavoro mostra milano marzia migliora galleria lia rumma palazzo torino tiziana leopizziIl palazzo ha visto poi anni di decadenza e incuria che hanno condotto all’abbandono dei 47.000 metri quadrati della struttura. L’artista così ha frequentato il Palazzo attraverso molteplici approcci in un periodo di transizione dello stabile, tra la fase di un incendio avvenuto nell’agosto 2015 e l’imminente trasformazione in centro commerciale di lusso.

Il Palazzo diviene testimone del’intervento dell’artista: Marzia Migliora ha realizzato una serie di opere legate a molte delle tematiche ricorrenti nella propria ricerca collegandole agli spazi del Palazzo: ne emerge un’idea di memoria intesa come strumento di articolazione del presente, ma anche l’analisi dell’occupazione lavorativa come affermazione di partecipazione alla sfera sociale.

Nei tre piani della Galleria Lia Rumma sono ospitate le nuove produzioni dell’artista: su ogni livello ci si sofferma su un aspetto specifico della ricerca svolta sul Palazzo. Si parte dall’ingresso con l’installazione L’ideazione di un sistema resistente è atto creativo introduce l’accezione più fisica della definizione di forza lavoro. La grande struttura di mattonelle in carbone pressato traccia sul pavimento il modulo (in scala 1:1), del solaio a nervature isostatiche concepito da Nervi che intendeva dare forma a ciò che avviene nella materia, attraverso la distribuzione delle linee di forza sulla superficie. Al piano superiore esposta la serie fotografica intitolata In the Country of Last Things; in mostra 5 impressioni ottenute da dispositivi a foro stenopeico costruiti dall’artista assemblando frammenti delle vite passate del Palazzo e lasciate a impressionare negli spazi dismessi per lungo tempo.  Una serie di monocromi neri affianca le precedenti opere, ottenuti dalla lavorazione dei residui di combustione rimasti dopo l’incendio e da altre polveri scure, scarto della lavorazione di metalli.

Il gesto operato dall’artista nell’impastarle i materiali in maniera pittorica rende tangibile la loro presenza: i composti organici di origine antropica, sono dannosi per la salute, e sono impercettibili e presenti nella nostra quotidianità, così dipendente dai derivati del petrolio e dalle loro infinite lavorazioni.

Il percorso di conclude all’ultimo piano con il video Vita Activa. Pier Luigi Nervi, Palazzo del Lavoro, Torino, 1961-2016, in cui Marzia Migliora ha chiesto al musicista Francesco Dillon di produrre dei suoni a partire dall’interazione con gli ambienti e i detriti dell’edificio, al fine di integrarli alla sua esecuzione a violoncello di alcuni estratti dal Requiem in Re minore k626 di Mozart. Il contrasto che si va a instaurare tra l’osservanza funebre che il brano produce, e i tentativi di ascoltare lo spazio, si risolve in una tensione visiva che manifesta la parabola tra vita e la tematica della morte sulla quale si sviluppa “Forza Lavoro”.

Marzia Migliora. Forza Lavoro

Dal 18 febbraio al 31 marzo 2016

Galleria Lia Rumma
Via Stilicone 19, Milano
martedì – sabato
11.00 – 13.30 / 14.30 – 19.00
ingresso libero

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