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Il Bosco Verticale diventa un libro. La presentazione alla Triennale

Si intitola “Un Bosco Verticale. Libretto di istruzioni per un prototipo di città foresta” ed è l’opera (cartacea) con cui l’architetto Stefano Boeri racconta il suo progetto più famoso.

bosco verticale

Iniziata tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, la costruzione del Bosco Verticale ha contribuito a cambiare, per sempre, lo skyline milanese. Due torri di 27 e 19 piani, una presenza boschiva equivalente a due ettari di foresta, habitat biologici che tutelano la biodiversità e una distribuzione della piante studiata per non lasciare niente al caso (della natura).

Adesso, tutto questo è diventato un libro che racconta e descrive il progetto di quello che, ancora in costruzione, è diventato uno degli edifici più emblematici di Milano.

Un Bosco Verticale. Libretto di istruzioni per un prototipo di città foresta” è stato presentato lo scorso giovedì 24 marzo alla Triennale di Milano, in una serata moderata da Linus con gli interventi di Renato Pozzetto, Fiorello, Gino e Michele che hanno interpretato e raccontato il loro bosco verticale. La presentazione del libro scritto da Stefano Boeri, a cura di Guido Musante e Azzurra Muzzonigro ed edito da Corraini, arriva dopo due anni prestigiosi riconoscimenti e pubblicazioni internazionali e il doppio titolo consecutivo di grattacielo più bello e innovativo del mondo.

«Non è un libro di architettura – vuole sottolineare Boeri - perché il Bosco Verticale è prima di tutto un esperimento di biodiversità, un’interazione tra uomini, alberi e uccelli, un palinsesto di pensieri e immagini. Bosco Verticale è, al tempo stesso, un saggio critico, una favola e un almanacco di soluzioni tecniche».

Il libro è diviso in quattro parti, che fanno focus precisi su tutti gli aspetti del Bosco Verticale. Ci sono le “Sette ispirazioni” che hanno portato all’invenzione del Bosco Verticale, ci sono le “Storie dal Bosco Verticale”, illustrate da Zosia Dzierżawska, che raccontano le storie degli animali che popolano il verde dei balconi, c’è il “Dizionario illustrato del Bosco Verticale in 100 voci”, che raccoglie i concetti chiave del progetto e, infine, c’è un manuale per consentire di replicare, anche altrove, l’esperimento di coabitazione tra alberi e umani nel cielo di altre città.

L’idea di una “casa per alberi abitata anche da umani” che Boeri aveva detto essersi «trasformata nella realtà di un’architettura che favorisce la biodiversità delle specie viventi», adesso ha subito una seconda (utile) trasformazione: quella cartacea.

Valeria Abate

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