La palestra della felicità

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Dopo il successo di Road Movie, la stagione di prosa Teatro+Tempo Presente prosegue al Teatro Binario 7 di Monza con un’altra produzione dell’Elfo.

In scena sabato 9 (alle ore 21.00) e domenica 10 aprile (alle ore 16.00 e alle ore 21.00) “La palestra della felicità”, un progetto in cui regia, drammaturgia e interpretazione si sono nutriti l'uno dell'altro dando vita a uno spettacolo spiazzante e divertente nei linguaggi scenici come nei contenuti.

Elena Russo Arman, che lo ha ideato, ha coinvolto per la drammaturgia Valentina Diana, autrice teatrale e scrittrice, e l'attore Cristian Giammarini in un continuo scambio di impressioni, suggestioni e visioni per far luce sul vero motore del conflitto umano: un disperato bisogno di felicità.

La palestra della felicità è il luogo nel quale si manifesta, in molteplici forme umane, la pulsione vitale, che è rabbia, violenza e desiderio di sopraffazione.

Elena Russo Arman e Cristian Giammarini, due attori che interpretano A e B, i protagonisti volutamente bidimensionali di questa storia, sono condannati, a reiterare un rituale di violenza e autodistruzione che li porterà ad annientarsi, uccidersi e rinascere come in un videogame, attraverso continue metamorfosi, trasformandosi ora in vittime, ora in carnefici, sempre più insensibili e indifferenti ai bisogni dell'altro.

I due interpreti portano in scena gli archetipi della vita di ogni giorno: la madre persecutrice, il figlio vittima/eroe romantico, la coppia di fidanzati/amanti crudeli e inappagati, due attori alla ricerca di un finale che non può mai arrivare, in un flusso continuo di situazioni grottesche, paradossali ed esilaranti nelle quali è difficile non identificarsi almeno un po’ e ridere, perché no, anche di sé.
La palestra della felicità diventa così un buon osservatorio ironico sul vuoto incolmabile dell’umana esistenza.

La felicità di cui si parla nel titolo viene intesa come appagamento, restituzione di un senso esistenziale, una tensione più che un approdo. E per provare a gettare uno sguardo oltre il mistero, grazie al richiamo di due misteriosi gorilla, creature primordiali o provenienti dal futuro che aprono e chiudono lo spettacolo, ci sono le parole che Dio rivolge a Giobbe, l’uomo che nella Bibbia, gli ha chiesto la ragione della propria disgrazia. "Sei mai giunto ai serbatoi della grandine? Sai dove si nascondono i serbatoi della neve? ..." gli chiede questo Dio enorme e inarrivabile, suggerendo a Giobbe, e a tutti noi, l’idea che, forse, la soluzione sta nell’abbandonarsi alla realtà che ci comprende ma ci prescinde. La soluzione, come dicono gli attori di questo spettacolo, non è nell’appagamento conseguito per esercizio di una forza, ma nella bellezza intrinseca della fragilità, nell’esercizio ostinato di una qualsivoglia umana forma di tenerezza e di stupore per ciò che non ci vede, ma che noi, a tratti, vediamo.

Lo spettacolo, nella sua ricercata e multiforme inconcludenza, si conclude con un discorso dal titolo: "Basta fare gli stronzi con le armi", rivolto agli ospiti di questo pianeta, vittime della paura e della paura della paura.

Punti di forza de La Palestra della felicità sono dunque la scrittura originale, dotata di ritmo, teatralità, graffiante ironia, e l’affiatamento dei due interpreti che da anni lavorano fianco a fianco sui palcoscenici dell'Elfo.

Teatro Binario 7
Via Filippo Turati 8, Monza

Biglietti: intero € 18, Carta Più Feltrinelli € 15,
under25, over65, abbonati altre stagioni e convenzionati € 12
abbonamento per allievi La Scuola Delle Arti (€ 10 ad abbonamento esaurito) 
under18 € 6

Ricordiamo che le prenotazioni, per telefono o per email, dovranno essere effettuate entro e non oltre le ore 18.30 di venerdì 8 aprile.

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