Milano I libri Einaudi 1933 – 1983

einaudi prime edizioni 2Dal 31 marzo al 23 aprile, presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese in Corso Magenta numero 59 a Milano, è aperta la mostra I libri Einaudi 1933-1983, che, con trecento pezzi della collezione di tremila raccolta dal bibliofilo Claudio Pavese, racconterà in un’esposizione curata da Andrea Tomasetig con Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra e il contributo del Credito Valtellinese, il valore del motto dello struzzo della storica casa editrice torinese “Spiritus durissima coquit” cioè “Lo spirito supera le prove più dure”.

Nata a Torino nel 1933 da una felice intuizione del ventunenne Giulio Einaudi, l’Einaudi dovette lottare a lungo contro il fascismo e la guerra, riuscendoci grazie anche a collaboratori come Cesare Pavese e Leone Ginzburg.

E da lì che Claudio Pavese ha cominciato la collezione “Mi ha sempre colpito il fatto che fosse un’avventura di giovani e non dobbiamo dimenticarci che componevano e traducevano libri incredibili mentre cadevano le bombe”.

einaudi prime edizioni 1All’inizio della mostra ci sono i primi semi dell’Einaudi, con Moby Dick del 1932 e Le avventure di Topolino del 1933 tradotti da Cesare Pavese per Frassinelli, per arrivare agli inizi della casa editrice, con la collana Problemi contemporanei e il primo volume, del 16 giugno 1934,  con Henry A. Wallace e il saggio Che cosa vuole l’America?

Di ogni collana, che sono oltre cento schedate nel catalogo pubblicato da Libraccio, ci sono il primo titolo e i casi esemplari.

La mostra si muove su due percorsi, uno fatto di libri che hanno segnato la letteratura italiana, da Le occasioni di Eugenio Montale del 1939 che inaugurò la collana Poeti, fino al primo bestseller Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi del 1945 e a Se questo è un uomo di Primo Levi del 1954, e il secondo che segue l’evolversi dell’oggetto libro.

Le idee grafiche migliori dell’Einaudi arrivarono dall’area milanese, grazie all’intuito di Elio Vittorini e alla collaborazione di Bruno Munari, Albe Steiner e Max Huber.

Famosissimi rimangono gli Abbecedari di Munari e la sua collana Tantibambini per i più piccoli, ma rimangono notissime anche le collane per adulti, da Einaudi Letteratura, con libri d’artista come La fotografia di Ugo Mulas, fino ai monocromi accesi di La ricerca letteraria negli anni Settanta.

Creare la collezione è stata un’impresa lunghissima per Claudio Pavese “Immagino una Casa Einaudi in cui questi libri possano essere letti dai giovani e dove alla storia della casa editrice si affianchino laboratori sul fare un libro. In un paese che purtroppo legge poco, sarebbe un bell’invito a ricominciare”.

Ma il simbolo dell’Einaudi rimangono le parole di Giulio Einaudi, che diceva che bisogna “ricordare sempre che un libro, prima di essere una merce, è e deve restare un libro, e rivolgersi non a un cliente, ma a un uomo”.

Orari e ingressi: da martedì a sabato ore 13.00 -19.30

Chiuso domenica e lunedì

Apertura straordinaria domenica 17 aprile ore 13.00 - 19.30

Ingresso libero

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