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Borderline di Biancoshock, quando i tombini si trasformano in appartamenti per clochard

biancoshock

Una nuova provocazione arriva dal mondo dell'arte. Si tratta di tre tombini trasformati in opere d'arte, tombini che sono figli dell'ultimo lavoro di Biancoshock, l'artista milanese appartenente al mondo della Urban Art. Il titolo dell'opera è esemplificativo: "Borderlife", che letterariamente indica una vita ai bordi, ai margini. Esattamente la vita che fanno i tanti clochard e senzatetto, soggetti a cui Biancoshock ha pensato e ha voluto dedicare questo suo lavoro. 

Borderlife, la voce di chi non ne ha

"Se alcune criticità non si possono evitare, tanto vale renderle confortevoli. Intervento che, prodigamente, racconta di persone che tutt'oggi sono costrette a vivere in condizioni limite". Sono queste le parole con cui Biancoshock sul suo sito descrive "Borderline". Perché l'intento dell'artista è proprio questo: provocare la società, cercare di far aprire gli occhi a chi è al potere dando voce e rappresentando chi potere e voce non ha. Il progetto dei tombini dipinti come case dei clochard nasce infatti da una suggestione forte, la drammatica situazione che vi è nella città di Bucarest, dove realmente più di 600 persone vivono sotto terra, nelle fogne, non potendosi permettere una vita dignitosa in superficie. Per realizzare "Borderlife", Biancoshock ha svolto un lungo e minuzioso lavoro. Si tratta infatti di vere e proprie installazioni tridimensionali; in uno spazio piccolo e stretto come quello di un tombino, l'artista ha quindi dovuto inserire alcuni oggetti - un accappatoio, una cucina, un salotto - ovviamente in miniatura, in modo da ricreare gli ambienti casalinghi più comuni. 

Biancoshock e i progetti dell'artista

La street e urban art sono il pane quotidiano di un artista come Biancoshock. I suoi lavori si trovano infatti sparsi per le strade di tutto il mondo con l'obiettivo principe di sollecitare la società a muoversi nei confronti di criticità che spesso si preferisce far finta di non vedere. "Epheralism" - il progetto che racchiude tutti gli altri - si prefigge proprio lo scopo di rappresentare una forma d'arte attivista e performativa, con la creazione di opere d'arte e installazioni che esistono in maniera limitata nello spazio ma che durano per sempre nel tempo grazie a fotografie, video e media che le immortalano. Sono più di 650 gli interventi che Biancoshock ha portato in giro per il mondo - fra gli altri "Nojoy", "Happy Meal XXL", "Street Wedding Cake" - passando dall'Italia alla Spagna, dalla Malesia alla Norvegia. 

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