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Varese, ecco il murales che omaggia Caravaggio: nasconde un messaggio

Varese, 13 Aprile. È facile immaginare la meraviglia di chi in questi giorni, andando a fare la spesa, si è improvvisamente imbattuto nell’opera d’arte di Andrea Ravo Mattoni nel sottopasso della tangenziale in fondo a viale Belforte, alla rotonda dell’Iper. Si tratta della splendida riproduzione della Cattura di Cristo (1602) di Caravaggio, interamente realizzata con bombolette spray.murales andrea ravo

A giudicare dal risultato, si stenta a credere che il murales sia stato realizzato in appena una settimana, ma è proprio così: lo street artist ha dato vita all’opera dal 5 al 13 aprile, nell’ambito del progetto Urban Canvas (promosso dall’associazione Wg Art.it in collaborazione con il Comune di Varese e patrocinato dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Varese, nonché dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Varese), che da anni offre l'opportunità agli artisti varesini di esprimersi nella propria città.

Ad un osservatore attento, però, non sfuggirà la scritta «We will all be forgotten», che si intravede sulla parete. Saremo tutti dimenticati, scrive Ravo (questo il nome d’arte dello street artist), lasciando un messaggio vagamente inquietante. In realtà, questa dichiarazione ha una valenza del tutto positiva, in un mondo dominato dall’individualismo estremo e dalla volontà di autoaffermazione: «Macrocosmo e microcosmo, tutto verrà dimenticato. È una scritta che per me ha una valenza positiva e rassicurante. Mette l’uomo nella condizione di avere l’opportunità di non dover per forza essere qualcuno o fare qualcosa. È un annullamento dell’ego, siamo una società estremamente egocentrica che ti mette nella condizione di dover continuare a dimostrare continuamente qualcosa. Ricordare che tutto verrà dimenticato, in questo senso, può essere rassicurante» – spiega l’autore del murales in un’intervista rilasciata a un noto quotidiano locale.

(fotografia: Varesenews.it)

La scelta del soggetto è intrinsecamente legata alla scritta: l’originale di Caravaggio ha infatti una storia curiosa, in quanto è stato dimenticato per quattrocento anni ed è tornato alla luce solo nel 1990, sperimentando dunque quell’oblio che è il vero soggetto dell’opera di Ravo.
Foto e condivisioni sui social, accompagnate da messaggi di ringraziamento rivolti all’autore e grandi “wow”: i varesini non potevano che reagire così alla vista del murales. Un bell’esempio di street art volta a trasformare il volto delle nostre città, troppo spesso deturpate da muri sporchi e dismessi ed ecomostri. E a far riflettere.

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