Milano, palazzo uffici dismesso occupato

villa san giovanni occupataQuando, su richiesta di alcuni cittadini e degli operatori dell’oratorio Cristo Re, di Villa San Giovanni, ci siamo recati a verificare l’occupazione di un palazzo uffici dismesso, non ci immaginavamo nemmeno lontanamente quello che ci saremmo trovati davanti. – Spiega Silvia Sardone, candidata al Consiglio Comunale per Forza Italia – La prima cosa che abbiamo notato è stata il cancello d’ingresso del cortile sfondato e rimesso in piedi con supporti di fortuna, che lo rendono pericolosamente instabile e fonte di pericolo per i bambini del prospiciente oratorio, col rischio che possa cadere su qualcuno di loro.

Stiamo parlando dell’ex sede della De Marco, in via Fortezza al 27 – continua la Sardone – gli operatori volontari dell’oratorio ci hanno indicato le finestre aperte da cui hanno visto entrare e uscire numerose persone e ci hanno spiegato che è stato abbattuto alcuni giorni fa da alcuni rom a bordo di una Citroen, che si è poi data alla fuga.

Ci hanno anche raccontato di avere dovuto anche allontanare alcuni nomadi dall’oratorio, dell’aumento delle effrazioni nelle case dei dintorni e dei furti dell’elemosina e  di alcune borsette nella vicina Chiesa. Una situazione che sta esasperando i cittadini, in particolare i genitori dei bambini che frequentano l’oratorio e che preoccupa gli operatori.

Incredibilmente, mentre scattavo alcune foto – Spiega Otello Ruggeri, candidato consigliere al Municipio 2 di Milano per Forza Italia – da un cancello laterale della palazzina è uscito uno degli occupanti che mi ha fatto segno di avvicinarmi.

Si trattava di un albanese senza un braccio, che mi ha detto essergli stato portato via insieme alla moglie da una granata serba. Dopo avermi spiegato che ad abbattere il cancello sono stati dei rom intenzionati a rubare il rame presente all’interno del palazzo e di essere stato lui insieme al nipote a metterli in fuga dopo una breve colluttazione, ci ha invitati a entrare per vedere le condizioni in cui vivono, permettendoci di scattare qualche immagine di se e della “sua casa”, che a suo dire deve difendere ogni notte dai rumeni che occupano il resto del palazzo e vorrebbero averne l’esclusiva.

Anche in questo caso, come in altri visti in passato, ci sono tutte le condizioni perché l’abbandono sfoci in qualche cosa di grave – conclude la Sardone – una palazzina abbandonata, strutture pericolanti, cittadini esasperati da furti e soprusi, occupanti fra cui potrebbe scatenarsi uno scontro etnico… tutti segnali che qust’amministrazione ha già trascurato in passato con risultati purtroppo irreparabili, speriamo che ci voglia lasciare con il ricordo di una cosa fatta e non dell'ennesima tragedia.

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