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La libertà della gabbia. Performance artistica a Brescia

parco gallo 4

“Un pettirosso in gabbia / mette il cielo intero in furore” (William Blake).

Venerdì 27 maggio 2016, dalle ore 10.30 alle 14.00, al Parco Gallo di Brescia alcuni studenti del Liceo Tartaglia-Olivieri terranno una performance artistica dal titolo “La mia gabbia”.

Il progetto

Il progetto nasce da un’iniziativa delle classi 4F e 5B dell’Istituto per suscitare una riflessione attorno al concetto di libertà, a partire da una paradossale inversione dell’immagine simbolica della gabbia: da luogo di reclusione e chiusura, a spazio di protezione, ma anche di apertura di senso e di relazione. La gabbia, dell’altezza di circa 7 metri, verrà installata all’interno del parco e diventerà per alcune ore spazio di libera espressione da parte dei ragazzi, che effettueranno alcune performance al suo interno. L’iniziativa, nella sua intuitività, esprime un messaggio potente, che ricorda per certi versi gli “igloo” di Mario Merz o le riflessioni filosofiche di Gaston Bachelard, per il quale il nido rappresentava simbolicamente un’estensione della nostra coscienza, uno spazio sempre in costruzione che ci ricorda che prima di essere “gettati nel mondo” gli uomini vengono deposti nella culla della casa. I ragazzi richiamano la propria attenzione proprio su questa tensione positiva fra microcosmo e macrocosmo, fra spazio interno ed esterno, attraverso alcuni richiami a Charles Bukovski e a Ludwing Feuerbach.

La performance

“In ognuno di noi esiste una gabbia che custodisce il nostro vero io, la nostra autenticità o, come lo chiama Charles Bukowski, il nostro “Bluebird”. Esso vorrebbe solamente uscire e vedere il mondo con i propri occhi ma andrebbe verso il suicidio e un maggiore isolamento. Tutti hanno stipulato un patto con il proprio Bluebird: “Solo di notte, qualche volta, quando tutti dormono gli dico: lo so che ci sei, non essere triste, poi lo rimetto a posto”.

Nonostante questo anche durante il giorno la nostra essenza sparge nell’aria il suo dolce e lieve canto. Bluebird ha bisogno di comunicare oltre la gabbia che lo protegge, mettersi in relazione con l’esterno per trarne nutrimento, per vivere! Ha bisogno di esprimersi con qualsiasi mezzo a propria disposizione. Senza comunicazione infatti vi sarebbe solo silenzio e la morte.

Non esiste l’io senza il tu. L’uomo non può essere avulso estraniato dalla società in cui vive: la propria essenza, il vero io si gioca nella relazione con “l’altro” che ci costituisce, non solo come controparte dialettica, ma come essenza stessa della nostra umanità. Un’umanità che può evolvere, progredire grazie ad individui capaci di aprirsi all’altro, idonei ad amare. Questi sono alcuni dei principi su cui si basa il “comunismo filosofico” del pensatore tedesco Ludwing Feuerbach, i quali ben sintetizzano il significato di una gabbia che può chiudersi solo in virtù della sua apertura. La gabbia dunque definisce un confine stabilendo due spazi: interno ed esterno. Bluebird necessita del contatto con il mondo ma, al tempo stesso, deve saper proteggere e regolare il suo canto affinché la società utilitaristica che lo circonda non si accorga eccessivamente di lui e cerchi di rubargli la voce o zittirlo. L’opera vuole riconsiderare l’uomo nella sua interezza esprimendone le esigenze intimamente sensibili come appello alla collaborazione, alla costruzione di un senso condiviso della propria esistenza”.

La performance avrà luogo al Parco Gallo di Brescia dalle ore 10.30 alle ore 14.00 di venerdì 27 maggio 2016. Tutti sono invitati a partecipare e portare il proprio “Bluebird”.

 

La mia gabbia - performance artistica
Dove: Parco Gallo, Brescia
Quando: venerdì 27 maggio 2016, dalle ore 10.30 alle ore 14.00
Ingresso libero
 
 
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