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Aspettando le Olimpiadi 2016: Nedo Nadi Campione di Anversa

nedo nadi 1Il 5 agosto 2016 Rio prenderanno il via le XXXI Olimpiadi dell’Era Moderna.

Proveremo a ripercorrere alcuni aspetti di questa manifestazione che nel corso del XX secolo ha comunque accompagnato la storia del mondo: interrotta per la guerra, colpita dai tragici eventi di Monaco, tornata ad Atene da dove era partita.

Nedo Nadi Campione di Anversa

“Siete ancora qui, Monsieur Nadi?” disse molto stupito e divertito al tempo stesso il re del Belgio Alberto I di Sassonia-Coburgo-Gotha, vedendo quel giovane schermidore italiano per l’ennesima volta sul podio nel corso delle Olimpiadi di Anversa del 1920 “Con il Vostro permesso, conto di tornare ancora davanti a Vostra Maestà” fu la pronta risposta di Nedo Nadi, che prima della fine di quelle Olimpiadi avrebbe vinto altre due volte nella scherma.

E protagonista Nedo Nadi, nato a Livorno nel 1893, lo fu fino all’ultimo respiro, scegliendo senza incertezze compromessi e facili scappatoie, come il rifiuto di esporre una bandiera fascista alla finestra di casa per festeggiare uno scampato attentato al Duce, che quasi gli costò un pestaggio da parte di un commando di alcuni squadristi livornesi, poi evitato grazie alla sua fama mondiale.

Suo padre, Beppe, era non solo un brigadiere dei pompieri, ma era anche maestro d’armi e istruttore nel circolo Fides, che aveva fondato e in cui educò personalmente i figli Nedo e Aldo, con la stessa durezza e intransigenza riservata agli altri aspiranti schermidori.

I due fratelli impararono in poco tempo il fioretto e la sciabola, ma Nedo era affascinato dalla spada, al punto che in pochi anni, studiandola di nascosto, riuscì a padroneggiarla.

A dodici anni, nel 1905, Nedo vinse la sua prima gara ufficiale a Vigevano nella categoria giovanetti di fioretto e nel 1909 ebbe a Vienna il primo successo internazionale nel Torneo dell’Imperatore.

La bravura del ragazzo colpì la Federazione, che lo convocò a diciott’anni nella squadra che avrebbe preso parte all’Olimpiade di Stoccolma del 1912, dove, nello stupore generale, Nedo sconfisse nella finale il connazionale Pietro Speciale.

Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Nedo divenne ufficiale di cavalleria e alla fine del conflitto fu tra i primi a entrare nella Trento liberata, ottenendo due decorazioni al valor militare.

Nell’Olimpiade di Anversa del 1920 il giovane schermitore, con una squadra scelta personalmente, vinse il concorso a squadre rispettivamente contro la Francia e il Belgio, in tre discipline, fioretto, spada e sciabola.

Dopo aver vinto l’oro nei concorsi individuali di fioretto, battendo nella finale il transalpino Philippe Cattiau, e quello di sciabola contro il fratello Aldo, anche lui un ottimo schermidore, Nadi non poté vincere l’oro nella gara di spada individuale, a causa di un violento attacco intestinale.

Con il passar del tempo, dopo anni di vittorie e sentendosi stanco, nel 1931 Nedo si ritirò dalle gare per allenare la Nazionale italiana, pur rifiutando di essere un simbolo dello stato fascista, come avrebbe voluto Benito Mussolini.

Grazie alle notevoli conoscenze tecniche e alla fiducia e sicurezza che Nadi trasmetteva, i campioni della scherma azzurra trionfarono ai Giochi Olimpici di Los Angeles, nel 1932, e anche a quelli di Berlino, con sei medaglie d’oro, sette d’argento e quattro di bronzo come risultato delle spedizioni olimpiche guidate dal CT di Livorno.

Dopo tutto questo Nedo venne nominato Presidente della Federazione di Scherma.  ruolo che, con il suo lavoro di giornalista, avrebbe ricoperto fino al 29 gennaio 1940, quando morì per un ictus nella sua casa di Portofino, con la moglie al fianco. 

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