InScenaMi Capitolo 6: La Recensione

in scena finale

 

Ed eccoci arrivati cari lettori all'ultima puntata del nostro reportage che ci ha raccontato dal di dentro un corso di teatro, uno dei molti che avvengono nella nostra amata Milano. È stato un percorso bello ed emozionante per quelli che hanno seguito questi miei articoli e anche per me che ho partecipato per la prima volta nella mia vita a un corso di teatro, nella veste inedita di giornalista curiosone.

Ringrazio con tutto il cuore gli allievi del corso di perfezionamento per attori di Teatri Possibili e la loro regista Claudia che si sono gentilmente prestati per questo esperimento giornalistico. Ma eccoci giunti al gran finale! Via con la recensione!

Le Intellettuali di Molière nella versione proposta dalla scuola di Teatri Possibili si è rivelata una piacevole sorpresa, per me e per tutto il pubblico presente. Sorprendenti sono state la freschezza e la vivacità che gli allievi attori hanno portato in scena riuscendo a rendere con grande efficacia lo spirito della commedia del celebre autore francese.

Un ritmo di recitazione sempre elevato e incalzante ha tenuto desta l'attenzione del pubblico per un'ora e mezza, nonostante un testo non facile e con passaggi lessicali a tratti anche aulici. Gli attori si sono cimentati ognuno con più personaggi in questa commedia in cui Molière ironizza sull'intellettualismo fine a sé stesso e intriso di retorica con cui certi soggetti dell'epoca (ma tristemente quanti anche al giorno d'oggi) celebravano sé stessi e cercavano di avere successo in società.

Sicuramente la simpatia dell'autore va alle persone schiette e genuine come Martina la servetta che in un appassionato monologo difende la propria «semplicità» e ai giovani Enrichetta e Clitandro che con il loro amarsi senza compromessi rendono onore alla parte più nobile dell'essere umano. Molto più alla berlina coi loro vizi e vizietti sono messi i vari intellettualoidi, Trisottani su tutti, ma anche Vadius e le signore di casa Armanda, Belisa e Filaminta che si bevono allegramente tutte le loro sbrodolate di finta poesia.

In scena ho visto degli attori «divertirsi» e questa credo sia la cosa più importante perché, come diceva un mio maestro di teatro, se gli attori si divertono in scena, si divertirà senz'altro anche il pubblico. Credo che Luigi Bertacchi, Massimo Cordella, Marianna Croci, Rinamaria Galeaz, Alessandro Manfredi, Francesco Marchi, Arianna Monguzzi, Duilio Papi, Stefania Pecchini e Sandra Tognarin debbano essere molto soddisfatti del lavoro svolto nel corso dell'anno. Complimenti vivissimi anche alla regista insegnante Claudia Negrin e alla sua assistente Nicoletta Ceaglio che hanno saputo guidare i loro ragazzi al meglio!

 

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