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Anziani a Milano d'estate: regaliamogli un ventilatore

castello sforzesco milanoCronaca di quotidiana angoscia per gli anziani a Milano d'estate.

Migliaia sono quelli abbandonati, soprattutto donne, per varie ragioni segregate tra quattro mura ad aspettare  una visita o un aiuto.  Il  cronista ne incontra una, portavoce  di tante "colleghe e colleghi". Abita in un dignitoso palazzo  alla periferia ovest di Milano, è vedova da diversi anni e vive con una pensione di riversibilità di poco superiore al minimo.

Ester, riesce ad arrivare  a fine  mese?
Con  fatica. E se non ci sono spese straordinarie.

Ha figli ?
Uno, che, da quando si è sposato, vive a Bolzano, città natale della moglie.

Non viene a trovarla ?
Gestisce  una pensione ed è sempre indaffarato. Mi telefona - e non sempre - una volta la settimana. Dieci minuti di conversazione,  tarata dalla fretta. Quasi mi vergogno di  rubargli del tempo prezioso.

L'aiuta economicamente ?
Mi  dice : "Se hai bisogno io ci sono" ma poi, se gli chiedo qualcosa, brontola e dice che ha un sacco di tasse da pagare, deve  ristrutturare l'albergo, ci sono i figli da soddisfare......

E a chi si rivolge, allora?
Quando sono allo stremo, alla Caritas parrocchiale, che non si è mai tirata indietro.

L'appartamento dove abita non fa corrente, come si dice, e l' afa, specialmente al pomeriggio, toglie il respiro.  Non ha un  almeno un ventilatore, signora?
Non  me lo posso permettere e poi consuma luce e la bolletta succhia il mensile.

Cammina con fatica, strascicando i piedi, a causa  di una brutta artrosi e di un femore fratturato mal composto.  E con le compere, come si arrangia?
C'è una famiglia al primo piano che quando va al supermercato mi domanda se ho bisogno di qualcosa. E almeno ogni dieci giorni mi  riempie il frigo, spesso sorvolando sul listino prezzi.

E  quando è malata, chi la assiste?
Nessuno. Per fortuna ho un medico d'oro, generazione ormai perduta,  che viene  a trovarmi almeno una volta al mese e porta le ricette in farmacia e da lì  parte un commesso che mi consegna le specialità a  domicilio.

Parla con proprietà, con tono affabile ma discreto. Che studi ha concluso?
Ho frequentato il liceo classico, il  Manzoni, che un tempo rivaleggiava col  Parini. Dopo un anno dal diploma mi sono maritata e ho preferito tener d' occhio la casa che brigar altrove.

Non soffre  la solitudine ?
Si, molto. E d'estate perdo anche quelle poche  amiche della parrocchia, tutte in vacanza.

Non la portano con loro?
Preferisco di no. Sarei un peso. Sà, ognuno  ha  le sue  esigenze, i suoi gusti.

Cosa chiede al buon Dio  ogni giorno?
Di portarmi presto in Paradiso. Accanto  al mio  Davide.

Le prime  ombre della sera portano un po' di sollievo nell'appartamentino di Ester ma il mio cuore cigola e uscito passo da un rivenditore Samsung e ordino un condizionatore per la vedova. Glielo monteranno il giorno seguente e non spenderà molto di più in elettricità ma almeno avrà la brezza che la Bibbia afferma soffiava nell'Eden. 

Dovremmo avere maggior attenzione  per gli anziani in una  società tesa al divenire e poco al passato. Senza memoria e con scarsa sensibilità.  Regalare  almeno un ventilatore ad un anziano non ci metterà al tappeto come  le tasse nazionali e le addizionali locali.  In compenso, ci  aumenterà l'autostima. Provare per credere. E qui il mitico Angeli non c'entra.

Gaetano  Tirloni

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