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Droghe leggere e criminalità: parliamo con un dirigente dell'antidroga di Milano

cannabisA giorni si discuterà in Parlamento sulla legalizzazione delle droghe leggere che ha pure nel procuratore nazionale antimafia, Franco  Roberti, un  sostenitore.

L'illustre farmacologo Silvio Garattini - un socialista tutto d'un pezzo - ha messo in dubbio, qualche  settimana fa,  le qualità  terapeutiche  della cannabis.

Ma al cronista serve capire se, una volta al libero commercio, la marijuana tolga profitti alla criminalità organizzata. Per questo incontriamo un dirigente  dell'Antidroga di Milano.

- Lei è  favorevole  e   contrario  alla liberalizzazione delle droghe  cosi dette leggere?
Contrarissimo. E i favorevoli - cito il grande Paolo  Borsellino - sono dei dilettanti di  criminologia.

-  Perché?
Primo, in quanto penso che lo Stato non si può  permettere il lusso di legalizzare ciò che provoca danni alla salute dei cittadini;  secondo perché  il guadagno che si sottrarrebbe alla criminalità è ridicolo.

Davvero?
Eccome. Le mafie  guadagnano soprattutto sul commercio di eroina e cocaina. Un  grammo di  eroina costa 50 euro, uno di  marijuana 4. Non c'è paragone dal  punto di vista economico.

-  Passiamo ai numeri che qualificano meglio le argomentazioni.
Volentieri.  Su  100  tossici, solo il 5 per cento usa droghe cosiddette  leggere. E di questo 5 per cento, solo il  25 per cento è   maggiorenne.

- Dunque, dovremmo vendere la droga pure  agli under 18?                                                                    
Tragga lei  le conclusioni.  E questo senza che i delinquenti patiscano danni  rilevanti. 

- Vedo una smorfia sul suo volto. C'è dell'altro?
Certo. Le mafie non pagano luce, acqua  e  personale e  se si legalizza vendita della marijuana bisogna assumere personale, sovvenire ai costi di luce, acqua, del confezionamento, del trasporto.....

-  Si è fatto un esperimento  a  Modena, se non ricordo male, in merito.
Esatto. E alla fine si è constatato che un grammo di canapa costerebbe 12 euro. Quattro volte che al mercato nero. Secondo  lei  dove andrebbe il  "consumatore" a rifornirsi ?

Dinanzi ai  fatti (e alle cifre) non valgono argomenti di sorta.  Lo sentenziavano i latini e lo suggerisce il buon senso. Ma questo, la demagogia lo capisce?  Ne dubito. 

Gaetano Tirloni

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