Milano omaggio a Emilio Isgrò

emilio isgro volkswagen 1E’ una grande mostra antologica, collocata in tre prestigiose sedi, Palazzo Reale, Gallerie d’Italia e Casa del Manzoni, dal 29 giugno al 25 settembre, a fungere da omaggio di MilanoEmilio Isgrò, artista che si è sempre dedicato alla ricerca di linguaggi sempre più originali e all’ideazione di uno stile unico, che unisce parole e segno grafico, materia e poesia.

Il progetto è a cura del Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale, Intesa Sanpaolo, Centro Nazionale Studi Manzoniani, dalla casa editrice Electa ed è nato da un’idea dell’Archivio Emilio Isgrò.

La mostra nelle sale di Palazzo Reale vede le opere storiche ideate, attraverso blocchi tematici e intervallate da grandi installazioni, che sono uno degli aspetti più significativi ma ancora poco conosciuti della produzione dell’artista sardo.

L'esposizione si apre con una serie di opere di Isgrò sul tema dell’identità e l’autorialità, come Il Cristo cancellatore (1968) e Dichiaro di non essere Emilio Isgrò (1971), fino al Dichiaro di essere Emilio Isgrò, che ha dato il titolo alla mostra antologica del 2008 a Prato.

Successivamente c’è il tema dell’arte generale del segno, cioè l’evoluzione nel tempo della cancellatura e della poesia visiva, con Enciclopedia Treccani (1970), I promessi sposi non erano due (1967), Costituzione cancellata (2010), Cancellazione del debito pubblico (2011), Trittico del Sole e Modello Italia (2013), oltre a Volkswagen (1964) e Jacqueline (1965).

Il viaggio continua con il passaggio dalle lettere estratte, cioè lettere o note musicali estrapolate dal loro contesto, alla nascita delle macchie e alla cancellatura nei primi anni Ottanta, con L’ora italiana e La veglia di Bach (1985) fino al ciclo Guglielmo Tell, presentato nella personale alla 45° Biennale di Venezia (1993).

L’esposizione di Palazzo Reale finisce con una sala sulla trilogia dei censurati, dedicato a quei personaggi la cui sorte fu condizionata da opinioni e poteri consolidati, come Pico della Mirandola, Galileo Galilei, Girolamo Savonarola, Curzio Malaparte e Giovanni Testori con Dove comincia il Ponte della Ghisolfa (2014).

La mostra alle Gallerie d’Italia, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, vede nel caveau, usato per la prima volta come spazio espositivo, la prima esposizione di L’occhio di Alessandro Manzoni, una cancellazione del famoso ritratto di Hayez.

Infine a Casa del Manzoni si possono vedere le cancellazioni di venticinque volumi dei Promessi Sposi, nello stesso numero di lettori che lo scrittore milanese aveva previsto per se stesso.

Oltre a mettere a disposizione la propria sede espositiva, Intesa Sanpaolo prende parte alla mostra con otto opere dalla collezione del Novecento della Banca, tra cui L’ora italiana e Chopin.

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