Vercelli Sagra d’la Panissa 2016

panissa sagra vercelli 2016 1Dal 20 al 26 agosto a Vercelli, tra le risaie del Piemonte, tornerà con la ventiseiesima edizione la Sagra d’la Panissa,che ha lo scopo di far conoscere il risotto con fagioli e salame d’la duja tipico di Vercelli, oltre alla gastronomia e la cultura vercellese.

L’organizzatore dell’evento è il Comitato Vecchia Porta Casale di Vercelli, un gruppo di volontari e amici che ha lo scopo di promuovere il territorio.

La manifestazione si snoderà su sette sere ed ha riscosso negli anni un grande successo di pubblico sia per la qualità dell’offerta gastronomica sia per il programma musicale di alto livello.

Tutte le sere, infatti, sul palco della sagra suonerà un’orchestra da ballo tra le più famose e il clou della festa è un concerto anni '60/'70 cui in passato hanno partecipato grandi nomi del panorama musicale come New Trolls, Dik Dik, Formula Tre, Cugini di Campagna, Edoardo Vianello, Bobby Solo.

Inoltre è allestita un’esposizione pittorica di artisti locali, mentre la domenica è prevista una visita guidata alle ricchezze artistiche di Vercelli.

La storia della panissa di Vercelli si lega a quella della paniscia di Novara, che il più delle volte è stata accusata di essere una copia della ricetta di Vercelli.

La paniscia novarese è un piatto a base di riso, solitamente superfino, condito con un brodo di fagioli borlotti, verza, sedano, carota, cipolla, pomodori e cotiche di maiale, cui vanno aggiunti anche il salam d’la duja (o doja), cioè il morbido salame lasciato a riposare in un boccale di strutto e la mortadella di fegato piemontese, proveniente dalla Valsesia e dalla zona del Lago d’Orta.

Le origini di questo piatto risalgono a molto tempo prima dell’arrivo del riso nella Pianura Padana, introdotto nel milanese solo nel Rinascimento, e allora erano usati cereali come orzo, segale, miglio, avena e panico.

Più semplice è la panissa vercellese, con un brodo di carne con sedano e carota, mentre la mortadella di fegato viene sostituta da salamini o salsicce e al posto dei borlotti ci sono i pregiati fagioli di Saluggia.

La prima notizia storica su questo piatto è in un menù nuziale del 1738, come dimostra Giacomo Grasso nella Storia della cucina vercellese.

Molte sono le varianti di panissa e paniscia, ad esempio nella pianura si usano di più le cotiche di maiale, mentre in altre zone c’è più vino, oppure sono tolti del tutto i salumi.

Anche le zone vicine a Novara e Vercelli e alcune regioni italiane hanno le loro "paniscia e panissa", tutte molto diverse tra di loro.

In Valsesia la paniccia è un piatto di carnevale che un tempo era preparato cuocendo il riso nel latte, per poi diventare un minestrone con verdure e brodo di manzo, a base di riso o pasta.

Sul Lago d’Orta la paniccia è con riso e fagioli, mentre in Liguria la panissa è una focaccia con farina di ceci molto simile alla farinata e nella Val Badia, in Alto Adige, la paniscia diventa una zuppa d’orzo.

 

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