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I Musici di Francesco Guccini il 28 agosto alla Festa dell'Unità di Milano

i musici di guccini

Sbirciando tra i vari concerti proposti dalla Festa dell'Unità di Milano presso lo Scalo di Porta Romana in Piazzale Lodi, sono rimasto incuriosito dall'esibizione de «I Musici di Francesco» (Guccini), la formazione allestita pescando tra i suonatori che hanno accompagnato il noto cantautore pavanese, nei lunghi anni della sua luminosa carriera.

Guccini ha smesso di cantare. Lo sappiamo, lo ha ribadito più volte in interviste varie e, da fan del Guccio di lunga data mi sento di affermare che purtroppo (salvo auspicabilissime smentite) manterrà quanto detto. Del resto come dichiarava lo stesso Francesco «solo i fighetti fanno i bis» e, conoscendo la sua proverbiale coerenza, credo proprio non lo rivedremo più su un palco in veste canora.

Restano, però ad esibirsi e a portare in giro le sue canzoni alcuni dei membri della sua storica band tra cui Juan Carlos Flaco Biondini (chitarrista e anche cantante del nuovo gruppo), il maestro Vince Tempera (alla tastiera) e il sassofonista Antonio Marangolo assieme a due giovani nuovi musici: Pierluigi Mingotti al basso e Ivano Zanotti alla batteria.

Come ai tempi belli dei concerti di Guccini (ne ho visti almeno otto ma forse anche di più) mi sono accomodato assieme ad un amico con tanto di calice di vino in mano a godermi il concerto. Di certo non mi aspettavo di assistere a un concerto di Francesco vero e proprio, ma sono comunque rimasto sorpreso da alcune chicche molto interessanti. Già nella scelta dei brani proposti sono saltate fuori differenze significative: erano anni, credo, per esempio, che Guccini non proponeva canzoni come Statale 17 o l'Avvelenata, allegramente riprese invece da Flaco and company.

La stessa scaletta ha riservato sorprese. Dopo il proverbiale inizio con Canzone per un'amica abbiamo assistito a un'esecuzione de La Locomotiva quasi unplugged (almeno le prime strofe) a metà concerto! I fan di Francesco ben sanno che di solito questa canzone veniva cantata per ultima! La cosa non mi ha, tuttavia, disturbato. È stata, potrei dire, una gradevole variazione sul tema.

La band dei Musici si è disimpegnata con grande generosità, anche se inevitabilmente il senso di mancanza e velata nostalgia per l'assenza di Guccini si è fatto comunque sentire. È solo che senza Francesco i ragazzi mi sono apparsi un po' orfani. Per un po' mi sono cullato nella fantasia impossibile di veder ricomparire all'improvviso il «Maestrone» sul palco, accolto da boati di entusiasmo del pubblico, ma tant'è.

D'altra parte a pensarci bene l'operazione musicale di continuare a portare in giro per l'Italia le canzoni di Guccini non è priva di senso, se consideriamo che i suoi pezzi ormai fanno parte del patrimonio musicale e culturale di questo paese e che ogni ragazzo più o meno giovane in grado di imbracciare una chitarra può legittimamente farli propri e continuare a cantarli perché ormai fanno parte di lui, anzi di noi.

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