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Scuola Settembre 2016: si riparte col caro libri

scuola-primogiornoCi siamo, tra meno di quindici giorni riaprono le scuole, ponendo termine alle vacanze estive. Ci risiamo, invece, con le spese scolastiche che le famiglie degli studenti devono affrontare. Le diatribe si sono già accese tra librai, genitori e associazioni dei consumatori sulle spese per l’acquisto di libri, diari, zaini e materiale didattico.

La prima operazione che, a mio avviso, si dovrebbe fare è “educare e educarsi alla spesa”, in primis gli stessi genitori che dovrebbero evitare di seguire ad ogni costo la moda pubblicizzata e che, ovviamente, si fa ben pagare. Non dico di acquistare prodotti scadenti, ma in commercio ci sono prodotti a un prezzo ragionevole e più che validi, anche se non pubblicizzano nessun marchio particolare. La pubblicità non la paga l’industriale, la paga il consumatore!

Spesso, si sentono ragazzi/e insistere che vogliono quello zainetto particolare perché è di....., quell'astuccio fatto così che riporta....., i quaderni devono avere la copertina con la figura di...., così come il diario che non può essere anonimo, ma deve contenere le barzellette del tale, le foto del tal altro e via dicendo. Questa situazione porta inevitabilmente alla necessità di indirizzare con la ragione e la consapevolezza della situazione familiare, i ragazzi stessi ad affrontare una spesa ragionevole, valutando ciò che è necessario da ciò che è superfluo.

Perché mandare un figlio/a o più a scuola costa caro e pesa non poco sul bilancio familiare, sfido chiunque a sostenere il contrario. Le spese a carico della famiglia non finiscono, però qui, vuoi mettere il costo della mensa? Le uscite culturali e le gite? Le materie facoltative che sono introdotte a scuola già iniziata? Le fotocopie? L’acquisto di uno o più libri di tal scrittore? Scarpe adatte e tuta per la palestra? La carta igienica che alcune volte bisogna portarsi appresso?

Veniamo adesso all'altra parte dolente, ossia all'acquisto dei libri di testo. Una vergogna! Possibile che ogni anno scolastico bisogna acquistare i testi perché quelli dell’anno prima non vanno più bene? Poi quando li sfogli, ti accorgi che di cambiato, nei contenuti, non c’è quasi nulla; e allora perché? Che ci sia di mezzo un po’ di speculazione? A che servono tutti quei libri? Molto spesso a far pesare eccessivamente lo zaino, così i nostri figli si ammalano di scoliosi e si deve ricorrere al medico, spendendo altro denaro. E poi, non siamo nell'era tecnologica dei computer e altre tecnologie avanzate che anche la scuola può e deve usare? Certo che sì, e allora tutti quei libri sono così necessari?

I responsabili scolastici dunque possono adoperarsi per cambiare stile, ma anche e soprattutto i genitori, solo che devono avere più coraggio, riunirsi e prendere delle decisioni ragionevoli e su quelle impostare gli acquisti, ad esempio, dove si usano le tecnologie sarebbe sufficiente avere in classe un paio di libri e non di più per tutta la classe, chi ne abbisogna se lo porta a casa poi lo riporta, oppure si fanno le fotocopie delle pagine necessarie. È così impossibile? Lo diventa se alla base ci sta solo un interesse economico delle Case editrici, ma questo non può andare a scapito delle famiglie, soprattutto oggi con un’incertezza del lavoro e con una spesa sempre più cara. Lamentarsi, dire peste e corna di questo e quell'altro non serve a nulla, è ora davvero che siano le famiglie, giacché sono quelle che devono sborsare i denari, a prendere le decisioni sugli acquisti che attengono i propri figli, in primis dei libri, facendo anche attenzione, mi permetto il suggerimento, al loro contenuto.

Oggi, per fortuna, ci sono delle possibilità di un acquisto a spesa ridotta, ad esempio rivolgendosi a rivenditori di libri scolastici usati, oppure a opportunità di scambio tra studenti, o via internet, tuttavia il problema si attenua ma rimane. Se provassimo finalmente a cambiare?

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