La Milano di Paolo Valera

paolo valera milanofreeLa Milano di Paolo Valera, giovedì 15 settembre alle 18.30 a Casa Lodi, in via Cappellari 3  a Milano con Guido Oldani, Roberto Marelli, Elfo, Massimo Berni, Nicola Erba e Piero Colaprico.

La Milano di Paolo Valera è quella di uno Scapigliato che moriva 90 anni fa, settantaseienne.

Nasce al tempo della “rivolta dei barabba”, popolare e antiaustriaca e della fucilazione di Amatore Sciesa, l’eroe dal laconico “tirem innanz” di fronte al patibolo. Stimato da Zola, ha conosciuto, anarchico, ribelle e duellante sia l’esilio che le patrie galere.

Dà voce alla metropoli ambrosiana, innominabile del suo tempo con i suoi reportages Milano sconosciuta e Gli scamiciati. Diede vita nel 1901 al settimanale “La folla”, capace di vendere 30.000 copie, tiratura invidiabile ancor oggi. L’ultimo suo libro fu contro Mussolini, di cui fu amico. 

Ne hanno parlato, introdotti dal poeta Guido Oldani, Nicola Erba, Luigi Vergallo e l’attore milanese Roberto Marelli, giovedì 21 luglio a Casa Lodi  a Milano, in occasione dell’uscita del libro La Milano di Paolo Valera, Milieu edizioni, a cura di Nicola Erba e Massimo Berni, con i contributi di Elfo, Bertante, Philopat, Speroni, Colaprico, Marelli e Vergallo.

[…] Paolo Valera ha avuto il coraggio di toccare con mano le turpitudini di quella Milano capitale morale d'Italia, che dietro le facciate dei suoi bei palazzi nascondeva le disuguaglianze più spietate. Ambienti di salariati e senza salario, di declassati, rifiuti, vagabondi, lazzaroni, bohémien, tra ratti, sporcizia e carni mal lavate, dove la gente spende per sopravvivere quanto un ricco per l'aperitivo. Si è calato nei quartieri più sordidi e malfamati, tra risse, accoltellamenti, retate della polizia. È andato nelle locande pitocche, negli asili pubblici, dentro le case chiuse di quella Milano che dalla scoperta del vapore era tutta una smania di arricchimento, e a ogni passo trovavi un padrone di se stesso diventato padrone degli altri. 

Nessuno ha mai potuto imbavagliarlo. Perché “si è come si è, non come si vuole che si sia” diceva. “E chi ha ingegno, chi ha idee, chi ha stile, può sfangare per gli strati sociali e rimestare le turpitudini della vita senza paura che intervenga il doganiere della morale governativa.” […]


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