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Caro affitti Milano: fino a 638 euro per affittare una stanza

affitti milanoSettembre è il mese dei nuovi propositi e dei cambi di vita. Sono tanti gli studenti ed in generale i giovani che decidono di trasferirsi alla ricerca di nuove opportunità di studio e lavoro, ma tra le tante difficoltà che una scelta simile comporta, a Milano potrebbe esserci qualche ostacolo in più.

Il caro affitti nella capitale meneghina è una realtà ben consolidata e prevede fino a 630 euro al mese per una stanza singola in zona Navigli, ma anche nel resto della città la media non è poi così clemente e tendenzialmente si aggira intorno ai 510 euro mensili.
Milano in particolare è molto ambita non soltanto dai giovani italiani, ma anche da quelli stranieri: spagnoli, tedeschi e francesi cercano un alloggio in città per gli scambi Erasmus o semplicemente per il quinquennio universitario.
Tra le aree della città minimamente più accessibili troviamo la zona Bicocca, dove mediamente il costo di un monolocale si aggira intorno ai 400 euro, mentre quello di un trilocale sui 750 euro.
I tempi duri del caro affitti sono dimostrabili ampiamente anche dai dati forniti da un nuovo studio condotto da Immobiliare.it: è sempre Milano, come nelle rilevazioni effettuate negli anni precedenti, la città in cui costa di più una stanza singola o un semplice posto letto: i prezzi medi richiesti per entrambe le soluzioni sono ulteriormente cresciuti e il capoluogo lombardo è l’unica città in cui i canoni locativi medi vanno oltre la soglia dei 500 euro. Per una stanza singola servono infatti 510 euro, cifra che supera del 28% il dato nazionale e del 5% il valore registrato nello scorso anno; per la doppia se ne spendono 345 (+2% rispetto al 2015). Non deve davvero badare a spese, però, chi punta a vivere nel cuore della città: nelle zone più centrali la richiesta media per la stanza singola è pari a circa 600 euro al mese”.
Insieme all’aumento generale dei prezzi, cambiano anche le preferenze espresse dai proprietari di casa: “fino a qualche anno fa preferivano i lavoratori agli studenti, nel 2010 la proporzione in città era del 60 contro il 40 per cento. Ora si è invertita”.
L’unica soluzione se si può dire “per risparmiare”, resta ancora una volta quella della condivisione ma l’esigenza di convivere con inquilini quanto più “affidabili” possibili è pur sempre elevatissima.
Da qui la necessità di affidarsi alla sfera social nelle ricerche dell’affitto che è di anno in anno sempre più determinante.

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