Dario Ballantini al MuSa di Salò

ballantini musa salò 1Il 16 settembre Dario Ballantini ha presentato Cambia pensiero. Sculture in bronzo al MUSA di Salò. In un’atmosfera informale, simpatica, quasi amichevole, l’artista ha salutato i presenti spiegando come dopo un periodo dedicato alla pittura, ha riscoperto la scultura, arte che richiede una tecnica diversa, una rifinitura paziente. Dario ha definito le sue opere “i miei omini usciti dai quadri”.

Fondato nel giugno 2015, il MuSa di Salò, sulle rive lombarde del Lago di Garda, grazie alle ricche raccolte e al notevole allestimento, ma soprattutto grazie alle molte iniziative, è un simbolo della cultura di questa zona, dove è illustrato come Salò e il Garda hanno avuto un ruolo importante nella storia d’Italia e non solo, dal Medioevo fino alla seconda guerra mondiale.

Grazie alla collaborazione con l’associazione GardaMusei, composta da istituzioni pubbliche e private, che ha lo scopo di valorizzare il grandioso patrimonio culturale delle tre sponde del Lago di Garda, lombarda, veneta e trentina, il museo propone notevoli mostre temporanee per approfondire la storia dell’arte moderna e contemporanea, con un’inedita sinergia tra pubblico e privato.

Una di queste mostre, con al centro la figura del pittore e scultore Dario Ballantini, noto per le sue performances a Striscia la notizia, presenta parte delle sue prime sculture in bronzo, ed è visitabile dal 16 settembre al 9 ottobre.

Nato a Livorno nel 1964, Dario Ballantini lavora come pittore e in teatro come trasformista da circa 30 anni.

Da sempre incuriosito dall’arte dell'espressionismo e dall'action painting di Pollock, è noto per essere un pittore che nei suoi dipinti usa colature, schizzi e colpi di pennello.

Con una notevole ossessione per il vuoto del mondo di oggi, il pittore ha sempre proposto nei suoi lavori, varianti sullo stesso volto anonimo, come se fosse nella sua mente il simbolo della maschera del mondo di oggi, con personalità piatte e senza sfumature.

Nel corso della presentazione l’artista spiegherà com’è arrivato all’idea di lavorare anche nel campo della scultura, dove sparisce il tripudio del colore e dei segni compulsivi e arriva solo il silenzio enigmatico dell’uomo, in una maggiore essenzialità.

Dopo la prima presentazione al pubblico delle sue sculture, avvenuta ad aprile nel Circolo della Stampa di Milano, Ballantini ha condotto in pochi mesi i suoi lavori a essere esposti in alcuni musei nazionali, come Electronic Art Cafè di Achille Bonito Oliva e Umberto Srocca a Roma, Palazzo Salmatoris a Cherasco (CN), e dopo Salò ritorneranno a Milano per una mostra con dipinti del ‘300 e ‘400, a Vienna alla Casa d’Aste Dorotheum, a Genova al Museo della Commenda.

Inoltre l’esposizione al MuSa consoliderà la collaborazione tra la nuova rete museale GardaMusei e l’eccentrico Ballantini, iniziata il 4 giugno con un’opera realizzata in diretta al Vittoriale degli Italiani di Gardone, casa di Gabriele d’Annunzio, per l’edizione 2016 di I Giardini di Pan, di cui l’artista ha detto che “la parte spirituale del nostro essere che impone alla parte eccessivamente terrena un cambio di prospettiva necessario per vivere meglio l’esistenza”.

Ed è proprio per questo che, tra gli spazi a disposizione della rete museale GardaMusei, Ballantini ha ottenuto di usare quelli a lui più consoni, come il MuSa di Salò.

Tutte le opere dell'artista saranno in vendita e il 30% del ricavato, grazie a un’idea di Dario Ballantini, verrà consegnato all'Associazione GardaMusei per le future attività culturali.

La mostra è visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18, con orario continuato e chiusura il lunedì. 

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