Re Giorgio: una carriera, un talento italiano!

Durante la settimana della Moda milanese, che si svolge quest'anno dal 21 al 26 settembre 2016, Giorgio Armani, ormai a pieno titolo “Re Giorgio” per tutti, ha sfilato con quella che sarà la sua collezione primavera-estate 2017.

armani sfilata

Il suo stile resta sinonimo di classe ed eleganza mentre il suo famoso rigore viene, in questa collezione un po' stemperato con tocchi esotici che richiamano Paesi lontani. Un'evoluzione, dunque, dello stile Armani che diventa più morbido, più femminile e più contemporaneo: abiti bustier cosparsi di cristalli si alternano a bermuda maschili da indossare con giacche allungate, pantaloni fluidi sono abbinati a micro jacket in pelle intrecciata, i tailleur hanno ricami di strass e i gli abiti fluidi sono tempestati di piccole paillettes.
Lo charme, come sinonimo di libertà e sensualità, che ha sempre messo nelle sue creazioni, resta invece immutato. Le lunghezze sono varie, dal ginocchio appena scoperto da bermuda, alla lunghezza alla caviglia degli abiti da sera, e i colori che la fanno da padroni sono il blu, il viola, il rosso, il bianco e il greige.

Questo è Giorgio Armani, nato a Piacenza l’11 luglio 1934. Dopo aver abbandonato gli studi in Medicina, viene assunto come merchandiser alla Rinascente di Milano - allora, vera e propria factory di talenti creativi.
Dal 1965, e per sette anni, è stilista per la linea Cerruti della Hitman, per passare poi come freelance per Gibò, Montedoro e Sicons.
La prima volta in cui venne notato per il suo talento fu in occasione di una sfilata nella Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze, dove il giovane Armani fa sfilare una collezione per la Tendresse, con prendisole e chemisier dalle linee estremamente pulite, nei soli toni del bianco e del blu.

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Da sempre il capo di riconoscimento di Armani è la giacca: sarà lui infatti a rivisitare l'abbigliamento maschile più classico sulla donna. Smonta e ricrea il capo, elimina le tele di sostegno interne e l’imbottitura, sposta i bottoni, modifica le spalline ed ecco che nel 1974 rinasce la prima giacca da uomo co un aspetto meno rigido, e l'anno successivo quella femminile . Nel 1975, assieme a Sergio Galeotti, fonda la società Giorgio Armani S.p.A., con una linea maschile e una femminile.

Le donne del primo periodo Armani sono avvolte da linee fluide, e ricordano Marlene Dietrich e Greta Garbo. Nel gioco maschile-femminile il tailleur si declina in gessato, con pantaloni morbidi e leggermente appoggiati alla silhouette. Spesso il completo si accompagna a scarpe basse, un classico per lo stilista.
L’eleganza Armani fine anni ‘80 e anni ‘90 richiama etnicità orientali: frange e perline, cheongsam in collezioni d'ispirazione cinese.
La passione per la cultura nipponica viene confermata nel 2000 e, ancor prima, nel 1981, attraverso richiami ai costumi dei samurai ispirati ai film di Kurosawa. Un trend ripreso anche nelle collezioni successive con raso, shantung, gonne midi dalle stampe orientali, indossati da Du Juan, la top cinese, sua musa.
In questo periodo Armani crea una nuova gamma di colori: una fusione tra nuances neutre come il beige, cipria, marrone, grigio e il sabbia che diviene il celebre “greige”.
Oggi, Giorgio Armani è presidente e CEO dell’omonimo gruppo che si estende da Hong Kong alla 5th Avenue, con 10 linee: Giorgio Armani Line, Giorgio Armani Privé, Armani Collezioni, Emporio Armani, AJ | Armani Jeans, A/X Armani Exchange, Armani Teen, Armani Junior, Armani Baby, e Armani Casa home interiors.

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La Giorgio Armani S.p.a. resta una delle ultime compagnie private del settore moda, che si occupa del lifestyle contemporaneo a 360 gradi, dall’abbigliamento agli accessori, dalla cosmesi all’arredamento, passando per gli hotel di lusso.

Insomma una carriera davvero ricca e un successo che dura nel tempo! Complimenti! God save the King!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto by Valentina Scilleri

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