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Guida pericolosa: a Milano 1.567 multe da inizio anno, sanzioni più severe

smartphone guidaSmartphone alla mano mentre si guida, chat simultanee, selfie, gruppi di lavoro, news dell’ultimo minuto: il quotidiano è sempre più invaso dalla presenza dei dispositivi digitali che inevitabilmente creano un’incredibile fonte di distrazione, anche nei momenti in cui proprio non dovrebbe esserci.

Nel corso dell’ultimo anno, a Milano, sono notevolmente lievitate le sanzioni per guida pericolosa: basti pensare che da gennaio fino alla fine di giugno sono state archiviate già 1.567 multe contro le 1.289 del 2015, un incremento del 21% a testimonianza di una pessima abitudine purtroppo sempre più consolidata.
Tutto questo comporta per il guidatore distratto da un uso compulsivo dello smartphone, ben 171 euro di contravvenzione e 5 punti in meno sulla patente.
La crescita delle multe ai danni di quanto scrivono messaggi alla guida è lievitata nell’ultimo periodo anche grazie alle squadre di agenti in motocicletta, fortemente volute da Antonio Barbato, al comando dei vigili milanesi.

Come osservato infatti da Daniele Vincini, sindacalista del Sulpm: “sta aumentando il fenomeno, ed è la violazione che più contribuisce agli incidenti. Il problema vero è che ci sono automobilisti che non ti vedono nemmeno quando arrivi di fianco al loro finestrino, talmente sono presi dalla conversazione o assorti a chattare. Alcuni vanno avanti imperterriti anche dopo che hanno accostato. Ci vuole poco, un auricolare, la tecnologia dovrebbe aiutare qui invece fa correre dei rischi”.
Come sottolineato anche dall'assessore alla Sicurezza, Carmela Rozza, la correttezza e l’attenzione alla guida sono fondamentali per la sicurezza soprattutto perché è impossibile prevedere eventuali imprevisti, come un attraversamento improvviso, una frenata brusca: “nessuno è in grado di valutare preventivamente se nel momento in cui è distratto per rispondere a un messaggio sta per succedere qualche imprevisto che richiede la sua massima attenzione. Può succedere a tutti e per questo si devono rispettare le regole.”

Da qui l’importanza di una precoce educazione stradale: “i comportamenti virtuosi si imparano da piccoli: per questo insistiamo su questo tema nei corsi di educazione stradale che facciamo ogni anno a circa 55mila ragazzi”.
Quello che è stato ribattezzato come “effetto smartphone” sarebbe infatti la causa di 3 incidenti su 4:un tempo era la sintonizzazione della stazione radio adesso è tutta la gamma delle attività di chi è sempre connesso. Mentre si guida si mandano sms, si controlla la posta, si fanno selfie e si chatta sui social network. Ognuna di queste attività equivale a guidare alla cieca, come fossimo bendati, per almeno 10 secondi. In quel lasso di tempo, a 40 chilometri all'ora, si percorrono almeno 110 metri, in cui può succedere di tutto” osserva Enrico Pagliari dell'area professionale tecnica dell'Aci.

Non a caso la Polizia di Stato in collaborazione con l’Anas ha lanciato l’iniziativa #guidaebasta capitanata dallo slogan “se non rispondi non muore nessuno” con l’intento di sensibilizzare sui rischi connessi ad una “guida ad occhi chiusi” in quegli istanti in cui messaggiare sembra assolutamente necessario.

 

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