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Una conferenza per Il Monte di Brianza

monte brianza 1L’archeologo Stefano Todisco terrà una conferenza venerdì 14 alle ore 20:45 presso il municipio di Santa Maria Hoè, piccolo paese della Brianza lecchese.

Nelle ultime settimane Todisco, con uno storico locale esperto di tradizioni orali e dialetti, ha scoperto molte cose inedite nei boschi del cosiddetto Monte di Brianza, come massi coppellati, altari protostorici nei pressi di corsi d'acqua, massi incisi con caratteri dell'alfabeto latino e con numeri arabi a formare date del XVII secolo ma soprattutto il simbolo della triplice cinta o filetto o tris, infine chiamato anche "gioco del mugnaio".

Questi ultimi simboli (la triplice cinta e la data del 1605 con lo 0 a forma di simbolo zodiacale del toro) fanno credere alla sopravvivenza di culti paganeggianti (qualcuno ha inciso le lettere CM che stanno per nome e cognome oppure per una dedica a Cerere poiché lì si narra di antichi culti alla dea) oppure di forme di esoterismo forse intrecciato alle dottrine catare (il centro più vicino era a soli 25 km, fino al XIV secolo) o templari (a pochi km una chiesa si ritiene fondata dai templari).

Il primo accenno all’esistenza di un luogo chiamato Monte di Brianza è in un documento del 16 agosto 1107 in cui la nobile Contissa, vedova del milanese Azzone Grassi, dona all’abbazia di San Pietro di Cluny “in iure et proprietate” dell’intero territorio di Figina “loca et cassine Montis Brianze”, che consentirà ai monaci di costruire una chiesa dedicata a San Nicola e costituire un priorato Cluniacense. 

La conferenza è un viaggio attraverso le immagini e le foto per scoprire cosa hanno ancora da offrire la valle di Rovagnate e il Monte di Brianza, partendo dalla preistoria al medioevo passando per le poche nozioni che ancora abbiamo sui primi abitanti (gli Orobi) e le invasioni celtiche che hanno causato la fuga degli etruschi verso le Alpi.

Le prove di questa fuga hanno portato Todisco sulle tracce lasciate dagli etruschi che si spinsero da Mantova fino alla Svizzera e al Trentino Alto Adige, con lo scopo di dimostrare questo passaggio (di recente sono state scoperte tracce etrusche a Como e in Svizzera) grazie a future ricognizioni con volontari e pubblicazioni che vorrebbe realizzare.

Giovanni Cogliati, detto Bandana, è lo storico locale che lo affiancherà e che narrerà alcuni aneddoti sulle tradizioni popolari del Monte di Brianza. 

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