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William N. Copley alla Fondazione Prada di Milano

copley prada 1Centocinquanta opere, tra disegni e collage provenienti da musei e collezioni internazionali selezionati da Germano Celant, spiegano il mondo di William N. Copley (1919-1996), autodidatta, editore, giornalista, collezionista, gallerista, poeta, scrittore e artista di arti visive.

La mostra, aperta fino all’ 8 gennaio nei due livelli del Podium della Fondazione Prada di Milano, è la più importante retrospettiva organizzata in collaborazione con la Menil Collection (Houston) dedicata all'autore americano.

Copley fu un mecenate dell'arte, animatore della mondanità newyorkese con feste sfrenate ed ebbe una vita avventurosa, orfano di madre e di padre, venne adottato da una ricca famiglia di editori di Los Angeles. .

Dopo studi discontinui, cominciò la sua carriera come poeta e giornalista, in guerra fu corrispondente del fronte.

Dal 1946 approdò alla pittura incontrando artisti come Marcel Duchamp, Renè Magritte, Jean Tinguely, Man Ray, Roberto Matta e Max Ernst, di cui sono esposti al primo piano del Podium per la prima volta in Italia alcuni capolavori mozzafiato che facevano parte della collezione di Copley venduta nel 1978 in un’asta, adesso conservati alla Menil Collection.

Da non perdere nella sezione sul percorso biografico e intellettuale di Copley sono i suoi primi esperimenti di scrittore e editore e una raccolta, in parte inedita, di pubblicazioni, fotografie, cataloghi e materiali d'archivio che palesano l'attrazione fatale per il movimento Surrealista.

Incoraggiato da Ernst e Duchamp, dal 1951, l'artista si dedicò unicamente alla pittura e si trasferì a Parigi, dove frequentò gli amici artisti surrealisti e milieu culturali parigini tra caffè, mostre e salotti.

Nel 1952 Copley venne esposto a Milano nella Galleria di Carlo Cardazzo, con opere che univano erotismo e politica, filtrati dagli arabeschi di Matisse, dal tratto naive incerto che migliorò negli anni Sessanta, quando entrarono nel suo linguaggio suggestioni pop e cartoonist. 

Al piano terra del Podium si arriva in una struttura costituita da 8 ambienti, ognuno dedicato a un soggetto o un aspetto specifico della produzione di Copley, come le bandiere in tessuto e dipinti dal 1961 al 1975, opere che declinano il tema ricorrente della prostituta ignota, na serie di paraventi (del 1958-1982), accostati a trittici (1951-1995) incentrati sulle combinazioni tra figure umane e soggetti quotidiani, la serie di X-rated, dove sono elaborate immagini pornografiche prelevate da riviste per adulti e la serie Nouns, immagini di oggetti comuni su fondi astratti e dalle composizioni geometriche.

In un'altra sala ci sono sette specchi, sagomati a formare immagini che strizzano l'occhio al design, esposti per la prima volta nel 1978 a New York, nell'esposizione The Temptation of St. Antony, con una carta da parati creata da Copley, ispirata all'atmosfera di un bordello americano, oltre a cinque opere che rivisitano i motivi e le figure di La Nuit espagnole (1922) di Francis Picabia.

Il percorso espositivo termina con una selezione di acrilici e olii su tela (1984- 1989), dove tra silhouette, nudi femminili, immagini del folclore messicano, scene notturne parigine, citazioni pop-mitologiche popolate da fauni, satiri e ninfe, si vedono squarci della Cappella Sistina con citazioni di opere conosciute di pittori europei dove la joie de vivre, sintesi tra arti visive, racconti simultanei fanno parte dell'immaginario di un personaggio davvero esuberante.

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William N. Copley – Fondazione Prada

Fondazione Prada di Milano

Dal 20 ottobre all'8 gennaio 2017 

Orario: lunedì, mercoledì, giovedì, 10 – 20, venerdì, sabato, domenica, 10 – 21. Chiuso il martedì.

Biglietti: Intero - 10 € Ridotto - 8 € Studenti fino ai 26 anni. 

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