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Carta dei diritti degli Anziani e pensionati in Europa

pensionati

Il C.E.S., ossia Confederazione Europea Sindacati, ha deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione per una più concreta attenzione a queste due categorie di persone, che sono più di cento milioni nei paesi europei.

Iniziativa lodevole, però non vorrei che rimanesse solo una pia intenzione, e che ancora una volta siano le parole della canzone di Mina “Parole, parole, parole”, ad avere visibilità. Che sia necessarie fornire risposte, ma soprattutto atti concreti, politiche, sociali ed economiche, sono fuori discussione, l’anziano e il pensionato hanno diritto a una vita dignitosa, serena e sicura. Quella di mettere al centro la persona, è un precetto che risuona sulla bocca di tanti politici, sindacalisti, economisti e via dicendo, ma poi in concreto è ben diverso, e la quotidianità della vita di molti anziani e pensionati lo dimostra, pensiamo solo alla sanità, il diritto alla salute, sancito anche dalla Costituzione, per rendersi conto di quanto la persona sia veramente al centro. Al centro di cosa, dell’interesse economico, questo sì. Ma andiamo avanti. La FERPA, che è l’Organizzazione Europea dei pensionati e delle persone anziane, pone i seguenti punti all’attenzione europea.

  • Noi pensionati e anziani esigiamo: di poter vivere un invecchiamento non passivo, che ci veda attori e protagonisti nella società, nell’impegno sociale, culturale e del tempo libero. No al lavoro sino a 70 anni. Su quest’ultimo punto ci sarebbe molto da dire, anche perché è un punire i giovani che faticano a trovare lavoro, e a settanta anni tutto diventa più complicato.

  • Di essere considerati risorsa, per il presente e il futuro e non essere considerati solo un peso e un costo per la società. Questa è una pericolosa tendenza che si sta insinuando nella società odierna dell’efficientismo e concentrata sull’aspetto economico.

  • Di beneficiare del diritto alla formazione e all’apprendimento continuo, per essere attivi in una società tecnologicamente avanzata.

  • Noi pensionati e anziani rivendichiamo:

    - Un reddito della pensione sufficiente da permetterci di vivere decentemente e non solo essere assistiti. Questa è una richiesta sacrosanta, è una vergogna, per uno Stato che si dice moderno, vedere anziani e pensionati lasciati soli e che non hanno neppure i soldi per curarsi e arrivare alla fine del mese, o, peggio ancora, osservare persone che cercano gli avanzi lasciati a terra nei mercati.

    - il diritto a cure sanitarie, comprese quelle rese indispensabili dall’età, e servizi pubblici accessibili e di qualità. Un diritto per ogni persona di questa terra, che dovrebbe partire dal feto e arrivare sino al momento dell’ultimo respiro.

    - l’accesso ai mezzi di trasporto adatti alle diverse fasce di età e allo stato di salute dei cittadini anziani. Possibile che sia così difficile da realizzare?

    - Noi pensionati e anziani rivendichiamo:

    - Il diritto alla sicurezza alimentare ed energetica.

    - Interventi, controlli e misure per prevenire e impedire la violenza e i maltrattamenti in ogni luogo, sulle persone anziane. È affare molto serio cui i legislatori dovrebbero dedicare più considerazione e approntare leggi più consone e pene più severe e certe per chi infierisce su un anziano o diversamente abile.

    - L’attuazione di politiche sociali per la casa e per adeguare quartieri e città ai cambiamenti demografici. Le politiche per la casa sono un altro punto dolente, almeno in molte città della nostra penisola.

Questo è il programma che ho tratto dal giornale “ Pensionati” della CISL e che, con qualche commento personale ho voluto riportare. La speranza? Ovviamente che quanto auspicato si possa realizzare, anche se sono personalmente convinto che perché ciò avvenga è necessario un cambiamento di mentalità, ritornando a dare importanza a quei valori indispensabili per una vita dignitosa.

 

Carta dei diritti degli Anziani e pensionati in Europa

 

 

      Il C.E.S., ossia Confederazione Europea Sindacati, ha deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione per una più concreta attenzione a queste due categorie di persone, che sono più di cento milioni nei paesi europei. Iniziativa lodevole, però non vorrei che rimanesse solo una pia intenzione, e che ancora una volta siano le parole della canzone di Mina “ Parole, parole, parole”, ad avere visibilità. Che sia necessarie fornire risposte, ma soprattutto atti concreti, politiche, sociali ed economiche, sono fuori discussione, l’anziano e il pensionato hanno diritto a una vita dignitosa, serena e sicura. Quella di mettere al centro la persona, è un precetto che risuona sulla bocca di tanti politici, sindacalisti, economisti e via dicendo, ma poi in concreto è ben diverso, e la quotidianità della vita di molti anziani e pensionati lo dimostra, pensiamo solo alla sanità, il diritto alla salute, sancito anche dalla Costituzione, per rendersi conto di quanto la persona sia veramente al centro. Al centro di cosa, dell’interesse economico, questo sì. Ma andiamo avanti. La FERPA, che è l’Organizzazione Europea dei pensionati e delle persone anziane, pone i seguenti punti all’attenzione europea.

 

  • Noi pensionati e anziani esigiamo: di poter vivere un invecchiamento non passivo, che ci veda attori e protagonisti nella società, nell’impegno sociale, culturale e del tempo libero. No al lavoro sino a 70 anni. Su quest’ultimo punto ci sarebbe molto da dire, anche perché è un punire i giovani che faticano a trovare lavoro, e a settanta anni tutto diventa più complicato.

  • Di essere considerati risorsa, per il presente e il futuro e non essere considerati solo un peso e un costo per la società. Questa è una pericolosa tendenza che si sta insinuando nella società odierna dell’efficientismo e concentrata sull’aspetto economico.

  • Di beneficiare del diritto alla formazione e all’apprendimento continuo, per essere attivi in una società tecnologicamente avanzata.

  • Noi pensionati e anziani rivendichiamo:

    - Un reddito della pensione sufficiente da permetterci di vivere decentemente e non solo essere assistiti. Questa è una richiesta sacrosanta, è una vergogna, per uno Stato che si dice moderno, vedere anziani e pensionati lasciati soli e che non hanno neppure i soldi per curarsi e arrivare alla fine del mese, o, peggio ancora, osservare persone che cercano gli avanzi lasciati a terra nei mercati.

    - il diritto a cure sanitarie, comprese quelle rese indispensabili dall’età, e servizi pubblici accessibili e di qualità. Un diritto per ogni persona di questa terra, che dovrebbe partire dal feto e arrivare sino al momento dell’ultimo respiro.

    - l’accesso ai mezzi di trasporto adatti alle diverse fasce di età e allo stato di salute dei cittadini anziani. Possibile che sia così difficile da realizzare?

    - Noi pensionati e anziani rivendichiamo:

    - Il diritto alla sicurezza alimentare ed energetica.

    - Interventi, controlli e misure per prevenire e impedire la violenza e i maltrattamenti in ogni luogo, sulle persone anziane. È affare molto serio cui i legislatori dovrebbero dedicare più considerazione e approntare leggi più consone e pene più severe e certe per chi infierisce su un anziano o diversamente abile.

    - L’attuazione di politiche sociali per la casa e per adeguare quartieri e città ai cambiamenti demografici. Le politiche per la casa sono un altro punto dolente, almeno in molte città della nostra penisola.

 Questo è il programma che ho tratto dal giornale “ Pensionati” della CISL e che, con qualche commento personale ho voluto riportare. La speranza? Ovviamente che quanto auspicato si possa realizzare, anche se sono personalmente convinto che perché ciò avvenga è necessario un cambiamento di mentalità, ritornando a dare importanza a quei valori indispensabili per una vita dignitosa.

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