Rapporto povertà a Milano 2016

nuovi poveriA Milan anca i moron fann l’uga, recita un detto meneghino, che tradotto in lingua vuol dire: a Milano anche i gelsi fanno l’uva, per rilevare che a Milano si può fare anche l’impossibile.

Tuttavia un conto è il dire e un altro è il fare e, stando agli ultimi dati della Caritas Ambrosiana, la situazione, legata alla povertà, nella nostra città è piuttosto seria, infatti, sono aumentati del 21% coloro che, emarginati gravi, persone disoccupate, pensionati con reddito da fame, gente che ha perso la casa, giovani che non trovano occupazione, si rivolgono ai Centri di ascolto della Caritas per ottenere un aiuto che, per quanto possibile è esaudito ma, dato il continuo aumento delle richieste risolvere il problema si fa sempre più arduo, nonostante “i moron che fann l’uga”.  

Tra queste persone bisognose gli italiani sono in forte aumento, soprattutto nella fascia di età dai quarantacinque in su. La situazione, per un Paese che si dice civile, è vergognosa, e il fatto che non si vedano miglioramenti non può non porre seri interrogativi a chi governa.

Questa preoccupante e triste situazione non è ovviamente frutto del caso, ma di scelte politiche sbagliate, e non solo a livello nazionale. I centri della Caritas ambrosiana sono, presenti in cinque province lombarde, 370 cui potersi rivolgere per una richiesta di ascolto e di aiuto. Da una statistica pubblicata dalla Caritas e che si riferisce alla presentazione del XV Rapporto dell’Osservatorio diocesano sulla povertà, si apprende che al primo posto sono i problemi inerenti all’occupazione, seguono, il reddito, le problematiche abitative e situazioni familiari.

Questa difficile situazione si presta, purtroppo, al rischio di una “guerra tra poveri”, situazione che va evitata a tutti i costi, per non peggiorare ulteriormente questo nostro prossimo in difficoltà. Di quest’urgenza la politica deve impegnarsi seriamente a fornire soluzioni serie, oneste e definitive, che richiedono coraggio decisionale che superi meri interessi di partito, di poltrone, di preferenze tra quelli che contano per mantenersi il proprio quorum elettorale. Il problema della disoccupazione, giovanile e non, è frutto di scelte politiche sbagliate, troppo legate a sistemi economici e finanziari che hanno penalizzato i lavoratori e le industrie. Pensionati/e che sono costretti a vivere con una misera pensione che li costringe a dover rinunciare, e questo è molto grave, a cure mediche, oppure che si vedono “costretti” a intervenire per aiutare figli disoccupati, spesso a loro volta con figli.  Altro gravissimo problema è l’abitazione, l’intervento di una seria e definitiva soluzione è quanto mai urgente, e la politica non può continuare a barcamenarsi in un buonismo che non risolve nulla. Problema ancora più urgente è quello attinente gli emarginati gravi, non è possibile abbandonarli a se stessi o alla carità di qualche anima sensibile.

Una precisazione tuttavia va fatta, non si può caricare tutta la responsabilità sulla politica e su coloro che la rappresentano, ma ogni cittadino ha la sua parte di responsabilità nell’andamento delle cose, bisogna riscoprire e mettere in pratica quei principi e quei valori che possono sorreggere una società degna dell’uomo, che il papa San Giovanni Paolo II definiva “ civiltà dell’Amore”; mentre oggi la nostra è, purtroppo, una “civiltà della finanza”, dove tutto è misurato e legato al denaro. Mi si permetta un’ultima considerazione, se volete anche polemica, mettere i militari nelle vie milanesi potrà essere, forse, un deterrente, ma è sicuramente una sconfitta per la società, che sempre più si allontana da quella auspicata dal Papa polacco.

Per prendere contatto con lo Sportello Orientamento Volontariato della Caritas Ambrosiana, rivolgersi in Via S. Bernardino, 4 Milano. Telefono: 02.76037349. mail: volontariato@caritasambrosiana.it

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