David Maria Turoldo, il frate poeta

turolodoA David Maria Turoldo, al secolo Giuseppe Turoldo, frate poeta, Milano dedica, in occasione del centenario della nascita del frate servita, alla Fondazione Ambrosianeum, il 22/11 alle 20,45 una serata in compagnia delle sue poesie e della sua profonda e profetica spiritualità, con musica, letture, testimonianze e documenti video.

Pur non essendo nato nella nostra città, dove vi morì nel febbraio del 1992, Turoldo si può considerare milanese d’adozione; collaborò attivamente con la resistenza antifascista, creando e diffondendo il periodico clandestino, l’Uomo. Il suo comando evangelico che gli fu guida è quello che afferma: essere nel mondo senza essere del mondo. Raccolse fondi presso la ricca borghesia milanese per sostenere il progetto Nomadelfia, che prevedeva la costruzione di un villaggio, situato nell’ex campo di concentramento di Fossoli, per accogliere gli orfani di guerra, dove la sola legge vigente al suo interno recitava: “La fraternità come unica legge”. Turoldo era il nono di dieci fratelli, di famiglia contadina in terra friulana, assaporando la fatica, la dignità, la povertà della sua terra. A tredici anni entrò nel convento dei Servi di Maria, a ventidue anni pronunciò i voti definitivi.
Nel 1940 fu assegnato al convento di Santa Maria dei Servi in San Carlo al Corso in Milano, su invito del cardinale Schuster.

Il nostro Duomo lo vede protagonista nella predicazione domenicale per una decina d’anni, così come l’Università Cattolica, dove conseguì la laurea in filosofia. Nel 1953 è costretto a lasciare Milano, poiché alcuni politici e autorità ecclesiastiche, assumono posizioni ostili nei suoi confronti, ritirandosi pellegrino all’estero. Rientra in Italia nel 1961, nella sua Udine per poi, due anni dopo, mettersi alla ricerca di una località dove poter dare avvio a una nuova esperienza religiosa comunitaria, aperta anche alla partecipazione dei laici, luogo che trovò nell’antico Priorato cluniacense di Sant’Egidio in Fontanella, località nei pressi di Sotto il Monte Giovanni XXIII, in Bergamo.

Tra le varie iniziative di preghiera, conferenze, laboratori, fondò anche la rivista Servitium, ancor oggi edita bimestralmente. I suoi interventi sui media o presso luoghi che ricercavano la sua presenza, furono innumerevoli. Si spegneva nella clinica “ San Pio X” di Milano il 6 febbraio 1992. Moltissime sono le sue opere letterarie e poetiche, di spiritualità e saggistica, narrativa e persino un film dal titolo “Gli ultimi”, che racconta la vita della povera gente della sua amata terra. Voglio terminare quest’articolo con una sua poesia dal titolo:

Canto il sogno del mondo

Ama

saluta la gente

dona

perdona

ama ancora e saluta.

Ama

dai la mano

aiuta

comprendi

dimentica

e ricorda

solo il bene.

E del bene degli altri

godi e fai godere.

Godi del nulla che hai

del posto che basta

giorno dopo giorno:

e pure quel poco

-         se necessario –

E vai, vai leggero

dietro il vento

e il sole

e canta.

Vai di paese in paese

e saluta tutti

il nero, l’olivastro

e perfino il bianco.

Canta il sogno

del mondo

che tutti i paesi

si contendano

di averti generato.

 

 

Una lirica molto bella, ricca di significato e sicuramente da meditare.
La sede della Fondazione Ambrosianeum è in via delle Ore, 3. Per info: telefono 02/86464053.  

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