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Firenze Gli orologi di Palazzo Pitti dal XVIII al XX secolo

mostra orologi medici palazzo pitti 1La mostra Tempo Reale e tempo della realtà, dal 13 settembre all’8 gennaio 2017 nella Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti a Firenze, presenta 300 pezzi della collezione di orologi conservata nei prestigiosi ambienti del palazzo fiorentino, scelti in base alla forma e destinazione d’uso e ambientati in una suggestiva scenografia di arredi e dipinti coevi.

La monumentale figura marmorea di Kronos di Gherardo Silvani conduce al percorso espositivo in alcune sale dell’Appartamento della Duchessa d’Aosta per poter osservare e ammirare come il tempo fu visto nelle varie epoche in cui la Reggia fiorentina era la residenza di tre diverse dinastie: medicea, lorenese e sabauda. 

Prima che l’orologio meccanico fosse messo a punto e perfezionato, la ricerca degli scienziati usava mezzi il cui funzionamento era legato alla lettura degli astri, principale punto di riferimento legato al naturale passare delle ore e dall’alternarsi del sole e della luna, come il Giovilabio di Galileo o diversi esemplari di orologio solare, utilizzati per misurare il tempo prima della nascita dell’orologio e provenienti da altri musei fiorentini tra cui il Museo Galileo e il Museo Stibbert. 

L’arte orologiaia affascinava i nobili abitanti della Reggia, che si servirono dei migliori maestri attivi in Italia, come ricorda un orologio da mensola realizzato dall’inglese Ignazio Hugford nei primi anni del Settecento per Cosimo III.

Il corpus di segnatempo di Palazzo Pitti comprende anche donazioni da parte di collezionisti d’importanti gruppi di orologi da persona, pervenute al Museo del Tesoro dei Granduchi a partire dal 1929, che sin dai primi anni dell’Ottocento erano il simbolo di eleganza sia maschile che femminile.

Il tempo Reale termina simbolicamente con l’opera di Piero Bernardini La partenza del Granduca Leopoldo II da Firenze nel 1859, da cui le sorti della Toscana e dell’intera penisola viravano verso la realizzazione dell’unità nazionale.

A fare da anello di congiunzione fra Ottocento e Novecento è presente una serie di preziosissimi gioielli contemporanei ispirati al tempo, come l’anello di Fausto Maria Franchi Ore perdute, o la collana d’ispirazione surrealista L’eterno ritorno di Virginia Tentindò, che mostrano forme inedite per rappresentare il tempo.

Questo piccolo approfondimento porta all’ultima sezione della mostra, dedicata al Novecento e allestita presso il Saloncino delle Statue all’interno del percorso della Galleria d’arte moderna, in cui sono esaminati alcuni aspetti del nuovo modo di percepire il tempo nel XX secolo, come lo Straniero di Felice Casorati. il Libro imbullonato di Fortunato Depero e l’opera lirica Il diavolo nel campanile, di cui è esposta un’interessante interpretazione scenica di Dino Buzzati.

Tempo Reale e tempo della realtà

13 settembre 2016 – 8 gennaio 2017
Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti

Orario: Da martedì a domenica, ore 8,15-18,50

Chiusura: tutti i lunedì

Biglietto: intero: € 13, ridotto: € 6,50

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